Sicurezza
“Uno di noi per sempre” Striscione per l’atleta morto
Funerale a San Pierino con tutta la sua società sportiva in tuta gialla e blu Intanto continuano gli accertamenti per chiarire le cause del decesso alla Maratona
FUCECCHIO. Tanta gente al funerale di Luigi Ocone, il podista morto - per cause ancora non chiarite - alla Firenze Marathon di domenica scorsa, quando si trovava a poco più di un chilometro dall'arrivo. Ieri in chiesa a San Pierino c'erano i familiari e gli amici, compresi quelli della società per cui Ocone correva, che per lui hanno mostrato uno striscione che recitava "Luigi...uno di noi per sempre". Erano tutti con la tuta sociale i ragazzi del gruppo sportivo dilettantistico Il Ponte, con sede a Ponte a Egola di San Miniato, a ricordare il loro collega - amico che nonostante corresse con loro da poco - aveva già dimostrato una discreta predisposizione per la corsa, tanto che per lui si parlava di un trasferimento in una società più importante.
Doveva finire la maratona in due ore e quarantacinque minuti ma i suoi amici non l'hanno più visto arrivare, salvo poi scoprire che l'uomo aveva accusato un gravissimo malore che lo ha condotto poco dopo alla morte. Oltretutto alcuni di loro hanno portato a spalla la bara tra le vie della piccola frazione fucecchiese dove Ocone aveva vissuto prima di trasferirsi in via Alvisi, una traversa della provinciale fiorentina che collega Santa Croce sull'Arno con Fucecchio. Al funerale del podista c'erano pure i vertici della Firenze Marathon, oltre al sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, che in quella sfortunata domenica si trovava a Firenze e giunse sul luogo del dramma quando questo si era già consumato. Una volta conclusasi la messa e il breve passaggio fra le vie della frazione, il feretro - accompagnato dalla moglie e dalla madre - è stato caricato sul carro funebre alla volta di Marigliano, il paese in provincia di Napoli del quale Ocone era originario, dove la salma verrà tumulata.
Nel frattempo - poiché dai primi risultati dell'esame autoptico sono stati esclusi sia l'arresto cardiaco che l'aneurisma come cause del decesso - per conoscere l’esatta causa della morte occorrerà attendere i risultati di esami più approfonditi disposti dal sostituto procuratore Filippo Focardi, che vanno dai test tossicologici a quelli necessari per evidenziare eventuali malformazioni congenite, un po' come accadde al calciatore del Livorno Piermario Morosini, venuto a mancare per una cardiomiopatia aritmogena, rara malattia genetica di tipo ereditario.
Marco Sabia
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