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Affitti per 800mila euro, ecco le spese dei Comuni

Marco Pagli
La sede del Comune di Empoli (foto d'archivio)
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La sede del Comune di Empoli (foto d'archivio)

Parte l'obbligo di comunicazione di queste uscite all'Agenzia del demanio. Gli enti saranno monitorati per sette mesi, poi dovranno adeguarsi a precisi tetti

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EMPOLI. Poco meno di 800mila euro se ne vanno ogni anno per gli affitti che le amministrazioni del territorio sono costrette a pagare per usufruire di spazi non propri. Per lo più si tratta di uffici, ambulatori, magazzini, depositi. Ma non mancano i casi eclatanti, come la sede del Comune a Empoli, per la quale l’amministrazione anche quest’anno ha versato una cifra superiore ai 200mila euro. Di qui al prossimo 30 giugno i comuni dovranno comunicare tali uscite, insieme ai costi di gestione dei diversi immobili di proprietà e non, all’Agenzia del Demanio che provvederà ad elaborare degli indici di performance a cui le amministrazioni dovranno poi adeguarsi.

L’obiettivo, ovviamente, è quello di allungare i tentacoli della spending review anche su questo campo. Un campo che appunto drena ogni anno centinaia di migliaia di euro nel circondario e che, a ben guardare, nella maggior parte dei casi potrebbero essere risparmiati. Come? Semplice, investendo e puntando sui molti immobili comunali sfitti e inutilizzati. Insomma, si tratterebbe di operazioni assolutamente indolori dal punto di vista del costo sociale – il risparmio non colpirebbe posti di lavoro nella pubblica amministrazione – e anche della qualità dei servizi, che non verrebbe in alcun modo inficiata. Semmai, in molti casi si tratterebbe di dover spendere per ristrutturazioni e adeguamenti. Una spesa spesso difficile da inserire tra i vincoli del patto di stabilità, ma che senz’altro verrebbe ammortizzata nel giro di pochi anni, visti i costi sostenuti per le locazioni.

Ma vediamo la situazione nei comuni. A Capraia e Limite, l’amministrazione versa un canone annuo di 11mila euro per gli ambulatori di via Negro. A Castelfiorentino, invece, l’impegno di spesa è decisamente più alto. E non mancano le incongruenze: sulla tabella infatti, è riportato un canone di oltre 85mila euro per l’ufficio del giudice di pace in piazza Gramsci. Tuttavia, il servizio non è più attivo dopo il taglio delle sedi decentrate. Ma il contratto con la Ferservizi spa ha una durata che va dall’1 ottobre 2005 al 30 settembre 2017. Per la sede della farmacia comunale, invece, vengono versati annualmente 6.170 euro alla società Ander’s. Mentre altri duemila euro circa servono per la sede dell’ufficio informazioni turistiche, di proprietà sempre di Ferservizi. A Empoli, oltre ai 217mila euro spesi quest’anno per la sede di via Del Papa in favore della Sati srl, versa 33mila euro all’immobiliare Airone per gli uffici in piazza Guerra. Altri 45mila alla fondazione conservatorio Ss. Annunziata per l’asilo in piazza Matteotti oltre ai 19mila per le scuole in via Marchetti, 65mila ad Unicoop Firenze per gli ambulatori nel centro commerciale di via Sanzio, 6.670 ad Rfi per il terminal bus della stazione e infine 55mila alla Provincia di Firenze per la mensa in via Sanzio.

Il Comune di Fucecchio spende oltre 14mila euro per la sede della direzione didattica alla fondazione Casa del popolo, 2.500 euro per gli ambulatori medici di viale Colombo e 4.800 euro per l’ufficio gestione delle entrate a privati. A Montelupo l’amministrazione paga 18.800 euro per la sede del centro culturale Nautilus. Mentre quella di Montespertoli 32mila euro per la sede dell’istituto comprensivo e oltre 20mila per l’ufficio anagrafe in piazza del Popolo. Infine, a Vinci per la sede dell’archivio viene pagato un affitto di 22mila euro, 6mila per l’aula universitaria in via Rossi, 19mila per l’Urp e la biblioteca e ben 51mila per la scuola di musica e il magazzino comunale.
 

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