Il Tirreno

Empoli

Sforbiciate ai Comuni per il bonus degli 80 euro

di Marco Pagli

All’Empolese Valdelsa la manovra di Renzi è costata oltre 900mila euro Per i contribuenti equivale alla perdita del 10% di quanto erogato in busta

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EMPOLI. Poco meno di un milione di euro. Tanto è costata agli undici comuni dell’Unione Empolese Valdelsa una delle manovre più azzeccate (almeno a livello elettorale) e più mediatiche effettuate negli ultimi anni: i famosi ottanta euro in busta paga.

Una parte delle risorse necessarie a finanziare il provvedimento, infatti, viene proprio dalla riduzione dei trasferimenti agli enti locali, in base alla quale per l’anno in corso le amministrazioni del territorio si sono viste decurtare nel complesso l’importo di 901.591 euro.

Insomma, quello delle coperture non era solo uno spettro, ma uno dei molti nodi rimasti tra i denti del pettine. Anche e soprattutto perché andare ad attingere dai bilanci comunali, che già abbondantemente colpiti dai tagli degli ultimi anni, significa in parte annullare l’effetto a cui la manovra puntava, cioè dare ossigeno alle famiglie. Logico, infatti, che i fondi mancanti agli enti locali si trasformino o in minori investimenti e servizi rivolti alla comunità di riferimento o in un aumento delle imposte e delle tariffe.

I dati sono contenuti nelle tabelle sui trasferimenti dello Stato agli enti locali che sono contenute sul portale del ministero dell’Interno. Nella sezione “Alimentazione e riparti fondo di solidarietà”, che è stata aggiornata la scorsa settimana, si possono legge tutte le stime sulle risorse stanziate per i Comuni: rimborso del gettito Tasi, quello dell’Imu, le varie rettifiche alle voci relative allo scorso anno. E poi il capitolo che al bonus Irpef fa riferimento, la cosiddetta “riduzione per contributo alla finanza pubblica anno 2014 (art.47 DL. 66/14)”, cioè lo stesso decreto che ha introdotto gli ottanta euro in più in busta paga per i lavoratori con un reddito compreso tra gli 8mila e i 26mila euro annui.

In tutto la manovra di riduzione vale poco più di 375 milioni di euro, solo una piccola parte rispetto al costo totale del provvedimento che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. Ma comunque un prezzo che in ultima istanza viene pagato anche dai beneficiari stessi dell’operazione e che quindi in qualche modo mitiga la sua portata.

Facendo un rapido calcolo, emerge che ai contribuenti dell’Empolese Valdelsa il taglio costa poco meno di 8 euro ciascuno: per 69mila di essi (quelli che dovrebbero rientrare nel beneficio degli ottanta euro mensili) ciò equivale alla perdita del 10% del bonus mensile, mentre per gli altri semplicemente ad una decurtazione in più.

Un colpo che, stando alla distribuzione del reddito nella zona, viene assorbito in misura maggiore dalle fasce più deboli. Tra coloro che sono rimasti fuori dal bonus - chi sta sotto gli 8mila euro da una parte e chi sta sopra i 26mila dall’altra - infatti, i primi sono molto più numerosi dei secondi: 33mila circa i cosiddetti incapienti, mentre poco più di 23mila quelli che superano i 1.500 euro di stipendio al mese.

La riduzione dei trasferimenti dallo stato, inoltre, non ha colpito i Comuni in maniera proporzionale rispetto alla popolazione residente, ma si è basata principalmente sulle spese per le consulenze e sui consumi intermedi (in economia “tutti i beni e servizi consumati o ulteriormente trasformati nel processo produttivo posto in essere dall'amministrazione”).

E quindi può capitare che in piccoli comuni della zona, come ad esempio Montaione, il peso del taglio sia quasi quattro volte superiore rispetto a territori più grandi come per esempio Empoli.

Il Comune capoluogo del nostro circondario in assoluto è quello che sconta la decurtazione maggiore (quasi 250mila euro), seguito da Fucecchio (105mila euro) e Certaldo (poco meno di 88mila euro). Oltre 70mila euro ciascuno li perdono Vinci, Castelfiorentino e Montelupo. Mentre Montaione, con appena 3.760 abitanti e 2.800 contribuenti, perde poco meno di 70mila euro. Intorno ai 50mila Cerreto Guidi e Montespertoli, mentre sotto i trentamila euro Capraia e Limite e infine Gambassi Terme.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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