Sicurezza
Devastata anche la chiesa, chiusa la canonica
Visita del vescovo di San Miniato nella frazione, a breve dovrebbe celebrare una messa all’aperto
CERRETO GUIDI. Tempi duri per la chiesa dei santissimi Pietro e Paolo Apostoli di Stabbia, gravemente danneggiata dalla tromba d'aria. Ieri sul posto si è recato anche il vescovo della diocesi di San Miniato monsignor Fausto Tardelli, il quale non ha fatto altro che constatare - tramite diretta ammissione dei vigili del fuoco che stavano intervenendo - che gran parte della struttura è strutturalmente compromessa. Si salva appunto la chiesa, le cui navate non mostrano segni di cedimento. Discorso molto diverso per la canonica e tutti gli altri piccoli edifici attigui, che sono inagibili. Certe zone dei tetti non hanno nemmeno più la parte sottostante le tegole, c'è praticamente un buco. Per cui anche mettervi dei teli - se dovesse piovere - non servirebbe praticamente a niente. I vigili del fuoco ieri - grazie all'autoscala - sono saliti sul tetto, hanno rimosso le tegole rotte e pericolanti e hanno provveduto a rendere impermeabile la copertura del tetto stesso, affinchè la chiesa soltanto sia fruibile, grazie anche ad un'entrata dedicata. Si parla di decine di migliaia di euro di danni, nonostante ancora non vi sia una stima complessiva, visto che pure le altre chiese di questo territorio sono state "visitate" dalla tromba d'aria. La chiesetta della Madonna del Buonconsiglio lungo il torrente Vincio non esiste quasi più; a Lazzeretto vanno risistemate le tegole, oltre a dover ricomprare la statua della Madonna della Neve, in quanto quella attuale è stata distrutta. A San Pantaleo - dove già la situazione era critica - la canonica ha ricevuto il colpo di grazia mentre la chiesa se l'è cavata un po' meglio. E a Stabbia il centro parrocchiale è gravemente lesionato: la pineta che c'era dietro non esiste più, pare una zona disboscata. E anche il tetto è danneggiato fortemente. Il vescovo Tardelli è apparso molto dispiaciuto ma comunque speranzoso di poter ripartire prima possibile. La prossima messa potrebbe essere celebrata all'aperto in un luogo da stabilire, magari officiata dallo stesso vescovo. La Caritas della diocesi nel frattempo ha messo a disposizione 30mila euro da destinare ad opere di microcredito o comunque di sostegno alla popolazione: « E' una piccola somma - ha spiegato monsignor Tardelli - che però rappresenta una liquidità da utilizzare immediatamente per aiutare chi ha bisogno. Domenica tutte le parrocchie della nostra diocesi faranno una raccolta straordinaria da donare a queste popolazioni». Il vescovo, poco dopo, è tornato sulla portata del disastro: « Questa situazione ci lascia col fiato sospeso.
Marco Sabia
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