Sicurezza
Oltre 100 milioni di danni e scoppia il caos-amianto
Boom di abbandoni clandestini e smaltimenti irregolari, scattano i controlli
CERRETO GUIDI. Il drammatico conteggio post-tornado prosegue. Ma intanto spuntano i primi numeri (da brividi): la soglia dei 100 milioni di euro di danni causati dal pauroso mix di grandine e vento sarà ampiamente sfondata (oltre 80 milioni soltanto a Cerreto Guidi, ma bisogna aggiungere Vinci, Fucecchio e Capraia e Limite); duemila edifici danneggiati nel territorio cerretese (compresi 350 immobili di aziende tra Stabbia e Lazzeretto). E ancora, 900 richieste di sopralluoghi richieste, 700 dei quali già effettuati.
Nel frattempo – in un momento di piena emergenza – non mancano i “furbetti” che abbandonano grossi quantitativi di eternit per strada. Al punto che il Comune di Cerreto Guidi minaccia sanzioni e chiede maggiori controlli alle forze dell’ordine, soprattutto di notte. Perché di fatto sono autorizzate unicamente le operazioni di raccolta di parti o residui di cemento-amianto già caduti a terra, su aree pubbliche e private: vengono inseriti nei contenitori (Big-Bag) distribuiti da Publiambiente insieme ai kit con guanti, tute e maschere (ne sono già stati consegnati oltre mille) e ritirati dalle ditte incaricate dal Comune (con l’assistenza di Asl e Arpat). Per le grosse quantità invece la procedura è ben diversa: il proprietario deve rivolgersi a una ditta specializzata e pagare lo smaltimento. E invece c’è chi approfitta del caos per spezzare i residui (peraltro disperdendo l’amianto nell’aria), per poi lasciarlo in strada. Ma c’è anche chi si spinge oltre e arriva addirittura da altre zone per scaricare lastre (di capanne e coperture varia, talvolta neanche danneggiate dal tornado) a Cerreto Guidi. Ma il Comune avverte: «Multa e denuncia per chi viene sorpreso in flagranza». Anche perché oltre a mettere ulteriormente a rischio la salute dei cittadini, si mette alle corde il Comune, che in attesa degli stanziamenti della Regione per gli interventi di “somma urgenza” deve coprire autonomamente le spese: «Abbiamo sborsato 150mila in tre giorni – sottolinea il sindaco Simona Rossetti – per la pulizia e lo smaltimento dell’amianto. Non possiamo andare avanti così, ho già dovuto modificare il bilancio che eravamo pronti ad approvare, rastrellando risorse destinate altrove».
Intanto la giunta dell’Unione dei Comuni ha voluto dare un segnale di vicinanza a Rossetti e ai cerretese, riunendosi nel pomeriggio di ieri proprio al campo-base di Stabbia, «ma anche per rendersi conto - come ha sottolineato la presidente Brenda Barnini – della portata del disastro e dello stato degli interventi». E anche gli altri sindaci dei territori colpi dal disastro hanno spiegato come l’emergenza sia tutt’altro che alle spalle. A cominciare dal vinciano Giuseppe Torchia: «Le aziende di Sant’Ansano sono in ginocchio –. Alla Inpa ci sono 67 dipendenti in cassa integrazione, perché la produzione è ferma». E anche il vicino stabilimento della Rud Mobili-Eurokitchens (18 dipendenti) ha rimediato danni ingenti: «E il settore agricolo – aggiunge il sindaco – è quasi cancellato, con danni per milioni di euro con ricadute negative anche sulla produzione dei prossimi anni». A Capraia e Limite «le aziende – spiega il primo cittadino Alessandro Giunti – parlano di distruzione del 90% del raccolto». Situazione più difficile nelle frazioni collinari di Fucecchio, con l’assessore Silvia Tarabugi che traccia un quadro fatto di «tetti scoperchiati, aziende agricole danneggiate, alberi che rischiano di cadere sulle strade. E anche da noi c’è un problema-amianto per le tante coperture degli annessi agricoli spazzate via». Gravi danni anche ai sentieri delle Cerbaie.
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