Il dolore
Tanta volontà e intuito per rialzarsi dal disastro
CERRETO GUIDI. Ivano Cagiotti fino a venerdì scorso lavorava giorno e notte, nel vero senso della parola, nei propri campi a Stabbia. Il tornado di venerdì scorso ha fatto tabula rasa di tutti i...
CERRETO GUIDI.
Ivano Cagiotti fino a venerdì scorso lavorava giorno e notte, nel vero senso della parola, nei propri campi a Stabbia. Il tornado di venerdì scorso ha fatto tabula rasa di tutti i suoi sforzi. «A casa nostra - racconta l'agricoltore di Stabbia, a due passi dal padule di Fucecchio - sembra sia passata una bomba atomica. Gli alberi sono scortecciati, le foglie tritate, per non parlare degli ortaggi che avevamo seminato nei campi». Gli è rimasta la casa, ma per i prossimi 3 o 4 mesi non potrà andare come sempre al mercato a vendere i suoi ortaggi. «Ero dentro al furgone, davanti casa, - prosegue Ivano Cagioti - sembrava un bilico di ghiaia quello che mi è piovuto addosso. Mi sono sdraiato sul seggiolino del furgone, riparandomi come potevo. Mio padre addirittura era fuori e si è buttato sotto ad un rimorchio».«La mattina avevo consegnato l'ultimo quintale di zucchine - dice ancora Cagiotti - ora non potrò consegnare per molto tempo, almeno fino ad anno nuovo. Il tornado si è portato via 5mila piante di zucche, 2mila di pomodori, 3mila di cavoli». Ivano Cagiotti ha già iniziato a rimboccarsi le maniche, ha ripreso il trattore e iniziato a preparare di nuovo la terra per le piantine che presto rinasceranno. Intanto don Joe Lucchesi, 91 anni, che per 52 anni è stato parroco a Stabbia, ha fatto un giro per il proprio paese, dove in tanti lo hanno salutato volentieri in cerca di una parola di speranza. «Gli stabbiesi - dice adesso - sono una comunità di gente di grande volontà e intelligenza. Sapranno rialzarsi e superare questo shock». «Per due giorni abbiamo sistemato e pulito - dice Ilaria Volpi della Fox lavorazioni, nella zona industriale di Stabbia - per essere pronti a riaprire lunedì mattina. Tanta paura, tanta stanchezza, fino a ieri (domenica ndr) c'era l'adrenalina di dover fare, di dover sistemare per ripartire, oggi è dura ma ce l'abbiamo fatta». A Vinci per Sara Viviani, de "La Doccia", la stagione finisce qui. «La grandine è riuscita a piegare i pali di sostegno delle viti. Ad un chilometro di distanza da qui sembra di essere in un altro stato. Qui sembra che ci sia stata la guerra». Anche Gianluca Petrucci, del "Fra Lupaia", a Vinci, spiega «Non c'è rimasto nemmeno più un grappolo da raccogliere sulle viti». Le aziende agricole e gli agricoltori che hanno subito danni possono far pervenire una prima descrizione e stima dei danni, tramite il seguente indirizzo di posta elettronica:agricolturadanni19092014@empolese-valdelsa.it all'ufficio agricoltura dell'Unione dei Comuni. I referenti che riceveranno le comunicazioni sono Enrico Sabatini, Luca Magnani e Federico Bucci. Domani, in piazza San Rocco 23 a Empoli, si terrà una riunione con Unione agricoltori per le aziende che hanno subito danni. L’associazione sta predisponendo un documento congiunto con la Cia di Firenze. Secondo Paolo Ricci, segretario di zona dell’Unione agricoltori i danni alla produzione sarebbero pari a oltre 10 milioni e molti di più alle strutture.
Sara Bruni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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