Volano giù dal tetto di casa mentre cercano di ripararlo
Gravi due 50enni: task-force di Asl, Arpat e vigili per il rispetto della sicurezza Ma è allarme anche per l’amianto. Scuole chiuse a Cerreto, Vinci decide oggi
CERRETO GUIDI. Passata la grande paura, è rimasta la distruzione. Ma anche la voglia di ricominciare. Purtroppo però in troppi stanno salendo autonomamente sui tetti di case e aziende per effettuare i lavori di ripristino (ricollocando le tegole o posizionando coperture provvisorie), molto spesso senza rispettare le misure di sicurezza. E nel pomeriggio di ieri due cinquantenni, uno di Larciano e l'altro di Cerreto Guidi, sono finiti all'ospedale in codice rosso dopo essere volati giù dal tetto. Il più grave è precipitato da un'altezza di cinque metri e ora si trova in rianimazione. Le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita. L'altro è invece ricoverato nel reparto di Medicina. E l'Asl 11 invita alla massima cautela, coi tecnici della Prevenzione che stanno setacciando il territorio – insieme ad Arpat e polizia municipale – per verificare la situazione e fornire indicazioni e raccomandazioni (già 150 le persone raggiunte, molte delle quali sono state fatte scendere dai tetti, dove erano saliti senza imbracatura). Proprio per questa emergenza uno dei punti medici avanzati di Lazzeretto è rimasto attivo fino alla tarda serata di ieri.
Intanto scuole di ogni ordine e grado chiuse a tempo indeterminato a Cerreto Guidi. E cioè fino a quando non saranno svolte le verifiche sull’idoneità strutturale dei plessi. A Vinci invece il sindaco Torchia deciderà oggi se riaprire domani la scuola media del capoluogo, mentre la scuola dell’infanzia Stacciaburatta resterà chiusa domani e martedì.
Nel frattempo scatta l’allarme amianto a causa dell’enorme quantità di eternit caduto dalle coperture di aziende e abitazioni. Ieri i tecnici di Arpat erano impegnati nei sopralluoghi, ma intanto il sindaco Simona Rossetti ha emesso due ordinanze per dettare le regole dello smaltimento (disponibili sul nostro sito www.iltirreno.it/empoli). Per quanto riguarda i manufatti di piccola dimensione per esempio (cappe aspiranti, canne fumarie, cassonetti di deposito per l'acqua) i materiali devono essere rimossi interi e solo in via eccezionale possono essere sezionati. I quantitativi più corposi vanno invece segnalati al Comune (0571 906203). Al lavoro anche protezione civile, forestale e volontariato, impegnati giorno e notte per limitare i disagi. Impegnate anche 6 squadre dell'Enel per ripristinare la corrente elettrica nelle zone più colpite. E contro il pericolo-sciacalli i carabinieri hanno intensificato i controlli, soprattutto negli orari notturni per tenere alla larga i ladri.
Intanto però anche la popolazione rialza la testa. Nessuno è con le mani in mano, tutti si rimboccano le maniche per ripartire. Come alla Paci siderurgica: « Non posso buttarmi giù - racconta il titolare - sennò non farei questo lavoro. Quello che abbiamo subito lo può vedere chiunque. Abbiamo una clientela che ci sceglie per i prodotti di qualità ed ora ci troviamo con tutto questo ferro che si sta arrugginendo e che dovremo vendere come rottame se non dovremo smaltirlo. Un danno incalcolabile, al momento. Di sicuro si parla di milioni di euro. Ripartiremo...». Poco più in là c'è l'autofficina Aurora 2 con l'attigua concessionaria Cecconi dei fratelli Prislei. Il più giovane dei due - Luca - sta ancora togliendo i detriti e coprendo i vuoti lasciati dalle vetrate crollate: «Certi fatti ti fanno male, perché non ci siamo abituati. L'unica "fortuna" che abbiamo avuto è che l'officina è salva e che quindi da quel punto di vista possiamo lavorare. Però penso che la parte della vendita ripartirà non prima di dieci mesi: tetto sparito, vetrate sfondate, auto danneggiate, moto ribaltate. Un disastro mai visto». E se le aziende se la sono vista bruttissima, anche le abitazioni l'hanno pagata molto cara. Daniele Bartolozzi non ha praticamente più il tetto, coperto alla meglio con del nylon d'emergenza. Gli avvolgibili delle finestre sembrano crivellati dal fuoco di una mitragliatrice. E il proprietario ha dormito fuori casa stanotte: «Sono stato fortunato - per assurdo - perché la tromba d'aria c'è letteralmente entrata in casa. La sorte ha voluto che non ci fosse nessuno perché in caso contrario chissà cosa sarebbe successo con quei vetri che volavano impazziti. Mi sono arrangiato dormendo da alcuni parenti. Sommariamente ci sono almeno 30mila euro di danni».
E la paura ha colpito anche chi si trovava in auto per andare a prendere il figlio a scuola: «Non sapevo che fare - racconta Elena Lucarelli - se uscire o rimanere in macchina. Ero preoccupatissima perché la scuola non rispondeva al telefono. Quando sono arrivata i bambini piangevano mentre camminavano in trenta centimetri di grandine gelata».
Marco Sabia
Francesco Turchi
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