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Gara di solidarietà per superare l’emergenza

Gara di solidarietà per superare l’emergenza

Lo chef offre pastasciutta, c’è chi presta i trattori e chi offre un letto a chi è rimasto senza casa

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CERRETO GUIDI. Quello che colpisce in queste ore a Cerreto, oltre alla devastazione e al dispiegamento di forze di professionisti e volontari impegnati nei soccorsi, è il grande moto di solidarietà. Sono decine le famiglie (e alcune anche nella zona delle Cerbaie a Fucecchio) che non possono ancora rientrare nelle loro case, ma tutte hanno trovato ospitalità da parenti e amici. Gli esempi in questo senso sono tanti. Il punto di raccolta di Lazzeretto è rimasto aperto tutta la notte. «Per fortuna - ha detto la vicesindaco Serena Buti la nostra è una comunità molto compatta, chi ha avuto necessità magari ha trovato accoglienza da parenti o amici». Anche lo chef Stefano Pinciaroli ha avuto un pensiero per gli "altri": 20 chili di pastasciutta portati al campo base venerdì sera, spontaneamente. All'azienda agrituristica Il Vincio, a L'Apparita, per questo weekend erano attesi molti ospiti, ma tutti hanno disdetto. «Per liberare la strada dai pini che la bloccavano, ci siamo arrangiati da subito coi trattori, insieme ai vicini, ed in 2 ore abbiamo pulito la strada». Qualcuno è tornato nelle vigne, per recuperare quelle poche ciocche d'uva che altrimenti marcirebbero sopra le viti. Anche questo vuol dire voglia di ripartire. «Siamo da poco a Stabbia - dicono i titolari del Caffè Mangia&Bevi - ma sicuramente quello che ci ha colpito è la grande umanità di questa comunità. Abbiamo avuto danni, una lastra di eternit ha prima tagliato in due un lampione, poi è venuto a conficcarsi nella nostra vetrata». Un colpo secco, che la ha mandata in frantumi, con la lastra che si è pericolosamente fermata a dieci centimetri dal titolare. «Un miracolo che non mi abbia centrato in pieno - prosegue - grazie all'aiuto dei nostri clienti siamo riusciti a ripartire subito. Alcuni ragazzi, nonostante anche a casa loro ci fosse da fare, sono venuti ad aiutarci a tagliare gli alberi e sistemare». Via della Chiesa a Stabbia è stata una delle ultime zone ad essere raggiunta dai soccorsi ma gli abitanti non si sono dati per vinti ed hanno chiamato a raccolta parenti ed amici per togliere le macerie, spostare le auto distrutte e iniziare a ricostruire. «La nottata è stata lunghissima - spiegano - avevamo le porte e le finestre aperte, un telo sul tetto, paura anche degli sciacalli». Gravi i danni anche alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove il tetto della canonica è crollato e la forza della tempesta è riuscita a piegare anche la croce in ferro, lì da sempre, a memoria d'uomo. «L'obiettivo è di riaprire subito - spiega Andrea Buti, del ristorante Casa d'Africa - Il giardino ha subito grossi danni, ma fin da subito mi sono trovato circondato di gente che chiedeva se poteva dare una mano. Saranno stati in venti, tra amici nostri, dei miei genitori, qualcuno che neanche conoscevo. In queste situazioni probabilmente esce fuori anche la parte migliore della nostra società. Con grinta, ce la dobbiamo fare anche per tutti coloro che davvero sono in difficoltà. Anche se non saremo presentabili al 100%, ci saremo».

Sara Bruni

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