Gioco
In mille contro la partenza del sacerdote-musicista
Una frazione si mobilita contro il suo spostamento nel Senese. I fedeli: «Ha attirato tanti giovani in parrocchia e non lo vogliamo perdere»
EMPOLI. Un parroco amato a tal punto da far promuovere una raccolta di firme sottoscritta da quasi tutta la frazione di Cortenuova. Don Mario Costanzi lascia la sua parrocchia di adozione per tornare nel Senese. Ma i suoi fedeli non l’hanno presa bene. E si sono mobilitati per farlo rimanere. Come spiegato dal proposto di Empoli, don Guido Engels, il suo trasferimento è assolutamente normale, obbligato dal diritto canonico. «Si tratta di una prassi assolutamente normale - spiega - don Costanzi non appartiene alla diocesi di Firenze bensì a quella di Siena e quando un parroco decide di spostarsi in un’ altra diocesi sa già che il tempo massimo che spenderà all’interno della nuova comunità sarà di cinque anni e nel caso di don Costanzi i suoi anni al di fuori della diocesi di appartenenza sono terminati e dovrà tornare nel Senese».
Da Colle, dove era precedentemente, don Mario era arrivato a Empoli e qui è entrato nel cuore di tutti nella frazione empolese. I cittadini e fedeli di Cortenuova, però, non vogliono che il loro parroco, nato a Genova 51 anni fa, se ne vada lasciando Empoli in favore di un’altra parrocchia. E hanno iniziato una raccolta firme, ad oggi mille, per far in modo che don Mario resti ancora con loro.
Parlando con gli abitanti della frazione empolese, emerge immediatamente l’attaccamento e la complicità che è stata instaurata con Costanzi al momento vicario del parroco don Paolo Merciai: uomo di cultura e di spirito giovane, è da tutti considerato un esempio per la comunità e per i molti giovani che ha saputo accogliere attraverso la passione per la musica: fautore del progetto Musik Farm e musicista da molti anni, don Mario sembra proprio lasciare un gran vuoto all’interno della comunità di Cortenuova che, oltre ad aver organizzato la raccolta firme, si è premurata comunque di organizzare una festa come saluto al parroco che tanto l’ha amata. «La cosa più bella che a mio avviso è riuscito a fare don Mario è stato attirare così tanti giovani - commenta Maria Lombardi - che per una comunità piccola come la nostra è molto positivo. Sarebbe una grossa perdita non averlo più con noi».
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