Il Tirreno

Empoli

Un altro autista al cellulare scattano più controlli sui bus

di Francesco Turchi

Incaricati delle aziende “spiano” i conducenti ma intanto spunta un nuovo caso La Cap sulle inchieste scattate a giugno: «Esito top secret». Cpt: «Iter in corso»

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FUCECCHIO. Con una mano guida e con l’altra tiene il cellulare vicino all’orecchio. Un altro caso (documentato con una foto) sulla linea Fucecchio-Empoli, nonostante la pessima abitudine sia spesso causa incidenti stradali. Un comportamento – se si vuole – ancora più grave se l’infrazione viene commessa da un autista di un pullman con decine di passeggeri a bordo. Nello scorso mese di giugno scoppiò il caos dopo i video-denuncia realizzati tra Empoli, Fucecchio e San Miniato che mostravano autisti intenti a parlare al cellulare e a inviare sms mentre erano alla guida. Cap e Cpt avevano garantito inchieste interne: quella della compagnia pratese si è conclusa, ma l’esito è top-secret «per motivi di privacy» mentre quella dell’azienda pisana è ancora in corso. E nel frattempo un cittadino fucecchiese ieri mattina ha “pizzicato” e immortalato l’ennesima infrazione.

Il nuovo caso. «Nonostante le varie segnalazioni fatte dal vostro giornale che ha messo in risalto la problematica degli autisti che guidano parlando tranquillamente al cellulare – scrive il fucecchiese – si nota che questo malcostume continua senza nessuna remora. In questo momento mi trovo sul bus partito alle 8.10 da Fucecchio e diretto ad Empoli e le foto che vi mando sono appena state scattate». Effettivamente l’immagine riflessa allo specchio lascia poco spazio ai dubbi: l’infrazione è stata commessa da un dipendente dell’azienda pratese Cap Autolinee.

Il precedente. Il “caso” era scoppiato nei primi giorni dello scorso mese di giugno, quando un utente del servizio di trasporto pubblico aveva filmato due autisti sulle linee Empoli-Fucecchio (la stessa finita nel mirino anche stavolta) e uno sulla San Miniato-Fucecchio (in questo caso della Compagnia pisana trasporti).

La denuncia. «Credo sia una pessima oltre che pericolosa abitudine. C’è troppa superficialità. Gli autisti – scriveva il fucecchiese – devono capire che hanno la responsabilità di portare in giro decine di persone, compresi anziani e bambini: spero che le aziende prendano provvedimenti. Noi paghiamo il biglietto e vogliamo viaggiare nella massima sicurezza». E le due aziende del gruppo Ctt Nord avevano aperto indagini interne.

Inchieste e giudizi. «La procedura nei confronti dei nostri autisti – spiega Paolo Vannozzi, responsabile del personale della Cpt – è ancora in corso: sono state mosse delle contestazioni sulla base dell’articolo, dalle quali i dipendenti chiamati in causa hanno la possibilità di difendersi. Contemporaneamente stiamo facendo una campagna di sensibilizzazione, perché il nostro obiettivo non è sanzionare ma far capire ai nostri autisti che chi è alla guida ha una grossa responsabilità e il suo operato è sotto gli occhi dei cittadini, che devono sentirsi – ed essere – al sicuro».

Più controlli. Le compagnie – proprio per questo – forniscono l’auricolare a tutti gli autisti, che però non sempre li usano. Non solo. È stata potenziata la figura del controllore. Si tratta di ispettori interni che salgono sugli autobus e verificano a 360 gradi l’operato dell’autista di turno, compreso l’utilizzo del cellulare mentre sono alla guida e più in generale il rispetto del codice della strada. Le infrazioni vengono segnalate all’ufficio personale che a quel punto apre il procedimento. Ma le segnalazioni possono essere fatte anche direttamente dai cittadini.

A tutta privacy. L’indagine interna della Cap sull’autista immortalato al cellulare a giugno 2014 è giunta a conclusione. Ma l’azienda si rifiuta di rendere pubblico l’esito. Insomma, è un po’ come sapere che il processo è giunto al termine, che è stata emessa una sentenza, ma non si sa se si tratta di una condanna o di un’assoluzione: «L’iter – spiegano dalla Cap – si è concluso, ma non possiamo diffondere l’esito per rispetto della privacy dell’autista». Questo nonostante nell’articolo sia stato omesso il nome e reso irriconoscibile il volto degli autisti: «Ma i colleghi di lavoro sanno chi sono ed è giusto non rendere noto se e quali provvedimenti sono stati presi». In merito alla segnalazione che ci è giunta ieri mattina e che abbiamo subito girato alla Cap «è già stato aperto il fascicolo a carico dell’autista».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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