Sicurezza
Le stuprava con la scusa del lavoro
Fermato un ventenne che ha violentato due ragazze: le attirava in trappola da una chat dove fingeva di essere una donna
EMPOLI. Ingannate con la promessa di un lavoro in un bar e poi picchiate e violentate. Ora le due ragazze vittime di due episodi distinti, e che si sono consumati entrambi vicino al centro di Empoli, sanno chi ha abusato brutalmente di loro fino, in un caso, a procurare lesioni. I carabinieri della compagnia di Empoli hanno fermato un ragazzo cinese di 20 anni, poco più giovane delle due vittime, residente in Valdelsa e ora domiciliato a Sovigliana, che è accusato di averle violentate . E che ora si trova nel carcere di Sollicciano.
Le due ragazze, anche loro di origine cinese e residenti a Prato, hanno fornito agli investigatori un particolare importante che ha incastrato il violentatore. Il ragazzo aveva un cuore disegnato sul collo. Da questo dettaglio e da alcune tracce lasciate sul web i militari della stazione di Empoli sono partiti per dare un’identità allo stupratore.
Le ragazze, di 24 e 25 anni, sono state attirate con una falsa offerta di un lavoro in un bar su un’app, Wechat , molto usata nella comunità cinese. Il ragazzo cercava una barista attraverso un profilo falso di una ragazza. La prima vittima ha risposto verso il 20 di agosto. Il 22 ha fissato, sempre via chat, per un appuntamento alla stazione di Empoli verso le 21. La ragazza di Prato è stata attirata nella trappola con l’idea che a prelevarla al treno ci sarebbe stato un ragazzo, fratello della donna che avrebbe dovuto darle un lavoro “in un locale nelle vicinanze”. Dunque la vittima non ha esitato, si è fidata e ha seguito il ventenne senza chiedere tante spiegazioni. A piedi il giovane cinese l’ha portata nella zona del tribunale e in via Donatello l’ha aggredita , gettata in terra. E abusato di lei. La ragazza ha reagito e la violenza non è stata completa. La giovane ha chiesto aiuto e al pronto soccorso del San Giuseppe è scattato il codice rosa, la procedura particolare che vede coinvolte diverse figure (dal medico, allo psicologo e alle forze dell’ordine) nei casi di violenza sessuale.
Da qui sono partite le indagini che in pochi giorni hanno portato i militari a identificare il giovane violentatore. «Il classico bravo ragazzo», lo ha definito il capitano dei carabinieri Giuseppe Pontillo. Senza precedenti penali, con qualche lavoro saltuario. E in aggiunta anche mingherlino e piccolo. Ma determinato a violentare ancora perché, mentre i carabinieri stavano per chiedere una misura restrittiva per il ragazzo già identificato, si è registrato un secondo caso.
Venerdì scorso il giovane aguzzino aveva preparato un’altra trappola con le stesse modalità del primo episodio: alle 21 alla stazione di Empoli è arrivata una ragazza, sempre da Prato. Anche lei ha seguito docilmente il giovane (che doveva essere il fratello della presunta datrice di lavoro). L’ha condotta in via Sanzio e verso le 22, quando ormai era buio, l’ha spinta in terra e ha abusato di lei senza pietà. In modo completo e procurandole delle lesioni. Un empolese ha visto la ragazza barcollare (l’aguzzino era ormai fuggito) e ha chiamato i carabinieri. Anche in questo caso è scattato il codice rosa. Comparando le descrizioni fatte dalle due vittime e come erano state attirate a Empoli, gli investigatori non hanno avuto dubbi. E sono andati a prelevarlo nel suo appartamento di Sovigliana dove il giovane stava dormendo.
Ora il cinese, sottoposto a fermo di indiziato di delitto, è stato portato in carcere a Sollicciano in attesa dell’udienza di convalida di fronte al gip del tribunale di Firenze.
Nel frattempo i carabinieri lanciano un appello nel caso in cui ci fossero altre ragazze vittime di violenze da parte del ventenne. «In questo caso - conclude il capitano Pontillo - potete rivolgervi a noi».
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