Andrea e Mauro sposi negli Usa «Il Comune riconosca le nozze»
Hanno festeggiato il matrimonio a Limite, dove vivono, con trecento invitati «Ci rivolgeremo al tribunale per ottenere la trascrizione nel registro di stato civile»
EMPOLI. «Lo abbiamo fatto per amore, lo abbiamo fatto per noi e non per il mondo gay. Siamo prima di tutto due persone innamorate l'una dell'altra, l'amore viene prima di tutto». Andrea Bartolini parla con voce ferma, decisa. Ieri mattina ha incontrato il sindaco di Limite, Alessandro Giunti, per vedersi riconosciuto dal proprio Comune di residenza il diritto coniugale suo e del compagno Mauro Pagnini.
Andrea e Mauro, 41 anni il primo e 38 il secondo, sono andati fino a New York per celebrare il loro matrimonio. Una coppia affiatata, che si vuole bene. «Vogliamo vivere il nostro amore serenamente - dice Andrea - le nostre famiglie e i nostri amici ci sostengono in pieno perché vedono la nostra felicità. Non vogliamo essere i paladini del mondo gay, assolutamente, raccontiamo prima di tutto una storia d'amore tra due persone dello stesso sesso. Poi ovviamente siamo felici se la nostra decisione spinge altre coppie a fare lo stesso, a vincere certe paure e certe battaglie». Andrea è un limitese doc, lavora in un'azienda locale dell'indotto navale, Mauro è pratese e fa il parrucchiere in un negozio di Cascina. Da tre anni vivono insieme, la svolta nell'estate quando i due si sono fatti un viaggio negli Stati Uniti e Andrea ha proposto a Mauro l'idea di sposarsi. Così hanno avviato la pratica e sono partiti, concedendosi anche un bel viaggio fino alle cascate del Niagara dove i due si sono fatti la promessa di matrimonio. «Il rito è avvenuto a fine agosto - spiega Andrea - il giorno dopo aver terminato tutto l'aspetto burocratico. Mauro come recita l'atto di nozze ha preso anche il mio cognome, l'unica nota negativa è stata il non avere nessuno accanto alla cerimonia». Di fatto la coppia ha dovuto usufruire di un testimone del posto per vedersi convalidare le nozze. Una volta tornati in Italia però Andrea e Mauro hanno organizzato una grande festa con 300 persone nella sala Prestige della Pubblica Assistenza di Limite sull'Arno. «E' stato bellissimo - sottolinea Andrea - 180 amici e 120 parenti tutti per noi. Dobbiamo dire che l'accoglienza è stata bellissima, ci vogliono tutti bene e tutti ci hanno appoggiato sempre nel nostro cammino. Possiamo dire di essere veramente felici». Fatto sta che per la legge italiana, Andrea e Mauro sono entrambi celibi. Quello che Andrea definisce a chiare lettere «un diritto negato». Da qui la decisione di rivolgersi al Comune di Limite e Capraia per depositare il regolare certificato di matrimonio e spingere perché l'amministrazione riconosca le nozze. «Questo è il nostro primo obiettivo - dice ancora Andrea - e l'incontro col sindaco è andato nella direzione giusta. Secondo la legge americana le nozze gay sono valide universalmente e i paesi devono accettarle. In Europa esiste una direttiva che invita gli Stati a riconoscere i matrimoni gay legalmente contratti all'estero, ma in Italia per esempio sono i municipi ad adottare queste indicazioni. Ci sono comuni come Cascina, Reggio Emilia o recentemente anche Grosseto che si sono mossi per riconoscere i matrimoni gay. Altri che si sono rifiutati». Da Limite invece sono arrivate notizie positive per Andrea e Mauro. «Il sindaco ci ha spiegato chiaramente che la procedura più opportuna è quella di rivolgersi al tribunale di competenza che ordinerà al Comune di trascrivere l'atto. E' già accaduto altrove. Il Comune di Capraia e Limite è aperto dal canto suo ad accettare la decisione del Tribunale e riconoscere il nostro matrimonio. Dobbiamo dire che a Limite abbiamo trovato una grande apertura da parte di tutti e siamo grati di questo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google