Preso lo stupratore che attirava le vittime col miraggio del lavoro
Dopo la ragazza ritrovata davanti alla Coop di Empoli, il ventenne fermato dai carabinieri è accusato anche di un'altra violenza compiuta con le stesse modalità ad agosto. Entrambe le vittime lo avrebbero riconosciuto dal tatuaggio sul collo
EMPOLI. C’è un fermo per il caso di violenza sessuale che si è consumato nella serata di venerdì scorso a Empoli, vicino al centro commerciale Coop. E potrebbe trattarsi addirittura di uno stupratore seriale, visto che i casi per i quali è indiziato sono due.
L’uomo è un cittadino cinese di 20 anni e le violenze sarebbero state consumate su due connazionali, la prima il 22 agosto e la seconda, appunto, venerdì scorso. In entrambi i casi il modus operandi è stato lo stesso. Tramite il programma di messaggistica su Internet “Wechat”, l’uomo fingeva di essere una donna e inseriva annunci di lavoro per un impiego da barista a Empoli. Una volta che qualcuna rispondeva veniva concordato un incontro alla stazione ferroviaria. Entrambe le ragazze violentate, infatti, vengono da Prato, sono anch’esse cinesi e hanno rispettivamente 25 e 24 anni. Sempre via chat alle donne veniva detto che alla stazione sarebbe andate a prenderle il fratello, per non far sorgere sospetti al momento dell’incontro.
Così l’uomo nel primo caso, quello di agosto, ha portato la giovane donna in una zona appartata di via Donatello e nel secondo, quello di pochi giorni fa, ha scelto via Sanzio. Qui, con minaccia e percosse, le costringeva a subire atti sessuali. Tutte e due le vittime, però, hanno fissato un particolare preciso che ha condotto i carabinieri sulle tracce dell’uomo ora sottoposto al fermo– un tatuaggio a forma di cuore sul lato sinistro del collo.
Una volta rintracciato il 20enne, i militari della stazione di Empoli lo hanno condotto nel carcere di Sollicciano, dove attenderà l’udienza di convalida davanti al Gip del tribunale di Firenze.
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