Gioco
Il “miracolo” di San Candido su il sipario del “Nuovo Pacini”
Inaugurazione dopo una telenovela di 17 anni per il patrono (3 ottobre) o il weekend successivo Il sindaco Spinelli: «Documentazione e lavori ok, nelle prossime ore definiremo la data»
FUCECCHIO. San Candido alza il sipario sul cinema-teatro di Fucecchio. Dopo 17 anni di battaglie legali, lavori a rilento e burocrazia, stavolta ci siamo davvero. Il “Nuovo teatro Pacini” come è stato ufficialmente ribattezzato, aprirà i battenti nella prima settimana di ottobre. Forse il 3, giorno del patrono di Fucecchio, o al massimo nel fine-settimana successivo. La decisione sarà presa dall’amministrazione comunale nelle prossime ore, entro la fine del weekend. E la conferma arriva direttamente dal sindaco Alessio Spinelli: «Dobbiamo definire soltanto alcuni dettagli amministrativi, ma ormai la i lavori sono finiti e le certificazioni ci sono. Abbiamo dato l’incarico a uno studio di definire gli ultimi passaggi e poi stabiliremo la data di inaugurazione».
Dunque, è saltato l’antipasto estivo (era stata ventilata l’ipotesi di mettere in scena una pre-apertura nel mese di agosto), ma non ci saranno ulteriori slittamenti rispetto al cronoprogramma messo a punto al momento dell’insediamento della giunta-Spinelli, con quest’ultimo che conferma: «La programmazione è già pronta». L’attività - come aveva anticipato al nostro giornale Enrico Falaschi, presidente dell’associazione Teatrino dei Fondi che gestirà il “Nuovo Pacini” sarà intensa, pensata per tutte le età e con un occhio di riguardo per le giovani generazioni. Ci saranno una quindicina di spettacoli per le scuole e un cartellone di prosa; la domenica pomeriggio sarà dedicata alle famiglie, il sabato pomeriggio sarà la volta di letture animate e merende, ma anche laboratori. E poi i film: il mercoledì spazio al cinema d’essai a prezzo scontato; venerdì e sabato proiezioni serali e la domenica, quando non c’è teatro, film in programmazione anche nel pomeriggio, oltre che la sera.
L’immobile di piazza Montanelli (costruito nel 1804, abbando nato nel 1983, demolito e poi ricostruito) per anni è stato al centro di una guerra che ha visto coinvolti Comune, Ministero, Tar, Soprintendenza e Comitato (che voleva la “piazza grande” senza teatro, supportato anche dal giornalista Indro Montanelli) e che ha finito per far lievitare il costo da 7,1 miliardi a 5,8 milioni di euro. E poi, una volta ultimato è rimasto comunque chiuso per anni, complice il quadro economico generale che aveva spinto l’amministrazione comunale a rallentare l’iter per la gestione.
L’associazione Teatrino dei Fondi (che da anni gestisce il Quaranthana di Corazzano) si è aggiudicata la gestione del Pacini (bar, biglietteria, platea da duecento posti, palcoscenico, quattro camerini, cabina di proiezione e postazione regia) per nove anni.
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