Il Tirreno

Empoli

Code e lunghe attese per chiedere aiuto al sindaco di Fucecchio

di Marco Sabia
Code e lunghe attese per chiedere aiuto al sindaco di Fucecchio

Famiglie e imprenditori spinti in municipio dalla crisi Spinelli costretto a ricevere solo su appuntamento

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FUCECCHIO. File interminabili davanti all’ufficio del sindaco Alessio Spinelli. Che per questo motivo ha deciso che riceverà i cittadini solo su appuntamento, allo scopo di evitare loro attese infinite e snervanti, visto che in alcuni casi ci sono stati anche trenta fucecchiesi ad aspettare di parlare con il primo cittadino.

«Ricevo due giorni a settimana - ha spiegato Spinelli - e spesso inizio prima dell'orario prestabilito e finisco più tardi, andando magari ad oltranza. Non mi sembrava più giusto fare aspettare la gente, che viene qua probabilmente assentandosi dal lavoro o da casa. L'attesa diventa snervante in questi casi». Il sindaco ha anche precisato che spesso taluni cittadini non si "accontentano " di parlare con l'assessore delegato e che per questo vogliono parlare prima col primo cittadino, allungando quindi i tempi per i ricevimenti, che vanno dai dieci ai venti minuti per ogni persona.

Le richieste sono le più disparate: dall'imprenditore in difficoltà all'operaio senza lavoro o che non ce la fa più a pagare l'affitto, fino al cittadino a caccia di una bussola per orientarsi nel labirinto della burocrazia. Molti - purtroppo - entrano negli uffici di Piazza Amendola per motivi economici, appellandosi al sindaco, che però non ha certo la bacchetta magica.

La stragrande maggioranza sono italiani ma si affaccia anche qualche straniero, in particolare albanesi. La crisi c'è e picchia forte. E le persone in difficoltà finiscono per rivolgersi all'istituzione a loro più prossima: il Comune. Ma il primo cittadino, oltre a cercare di indirizzare le persone e a spiegare cosa possono e non possono fare, non può fare altro: «Ricevo tanti cittadini che hanno problemi economici e cerco di prendermeli a cuore tutti. E' chiaro che in molti casi non posso fare più di tanto, se non dire loro quali sono le strade percorribili: molti di loro non sanno assolutamente da dove partire». Il sindaco, d'ora in poi, li riceverà su appuntamento (vedi box) e, per chi avesse problemi nei giorni prestabiliti, c'è comunque la possibilità di accordarsi per un altro orario. Viene da immaginarsi che l'anticamera del suo ufficio si fosse trasformata in una sala d'attesa di un ambulatorio di un medico di famiglia, specie nei periodi in cui imperversa l'influenza stagionale, col paziente che arriva e proferisce la celeberrima frase «Chi è l'ultimo?», mettendosi poi a sedere mestamente cosciente di doversi sorbire una lunga attesa. Ma se l'influenza come arriva se ne va, la crisi economica invece rimane più viva e "contagiosa" che mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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