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Benvenuti nell’ex Saffa, la piccola Chinatown

Benvenuti nell’ex Saffa, la piccola Chinatown

L’area è in preda al degrado tra depositi di auto abbandonate e strani cartelli Esiste un piano di riqualificazione che prevede 228 case, negozi e tanto verde

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FUCECCHIO. L'area ex Saffa si è trasformata "suo malgrado" in un piccolo ghetto, abitato prevalentemente da una comunità, quella cinese, che in questa "città nella città" ci lavora pure, spesso con orari "impossibili", sia per proprio conto che per conto terzi.

Oggi, nonostante un piano di recupero di ampio respiro che trasformerà questa zona - dove fino al 1979 si sono fabbricati fiammiferi - in un nuovo e moderno quartiere, sulle mura della piccola Chinatown fucecchiese compaiono segni (o per meglio dire segnali) che spiegano che la ghettizzazione è comunque sempre in corso.

Ci sono - infatti - più o meno ad ogni angolo cartelli indicano o proibiscono questo o quel comportamento.

Fino a qui tutto normale, se non fosse che i cartelli sono bilingue, italiano e cinese, come si vede dalla foto scattata all'entrata del quartiere di via Dante.

Dentro, la situazione è la stessa: oltre a sembrare di arrivare in un mondo che non ha niente a che fare col resto della città, la presenza dei cartelli bilingue non simboleggia certo integrazione quanto piuttosto "separazione" e lontananza dal resto del territorio fucecchiese.

La Saffa, che negli anni trenta contava diverse centinaia di dipendenti, è chiusa dalla fine degli anni 70: recentemente la giunta Toni aveva dato il via al piano di recupero e risanamento; piano che è passato alla nuova amministrazione affidata al sindaco Alessio Spinelli.

La convenzione tra il Comune di Fucecchio e la società Hibiscus è stata firmata e anche gli ultimi adempimenti burocratici sono stati definiti, compreso il versamento della prima tranche della garanzia finanziaria da circa 1,4 milioni di euro.

Dunque, con due anni di ritardo rispetto ai precedenti accordi (e tre anni dopo il via libera definitivo del consiglio comunale), partirà il maxi-cantiere, che avrà una durata decennale e che trasformerà l’area di 56mila metri quadrati nel cuore della città, oggi rifugio di auto abbandonate, cavi sospesi e cumuli di rifiuti, in un villaggio-bio, con 228 case, negozi, altre attività e tanto verde.

Questo è ciò che sarà la "nuova Saffa": oggi, allo stato dei fatti, l'area rimane un ghetto nel centro della città.

Ad entrarci - quando le aziende sono chiuse - sembra di piombare in quei vecchi film western, quando il pistolero di turno finiva nel villaggio fantasma dove si sentiva il fischiare del vento e lo sbattere delle porte dei saloon.

E i fucecchiesi continuano a vedere la ex Saffa come un ghetto del terzo millennio, sempre uguale a se stesso, da molti anni a questa parte.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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