Sicurezza
Paura in villa, banda lega un domestico
Tre uomini a viso coperto mettono a segno una rapina a San Donato e se ne vanno con oro, contanti e una pistola
VINCI. Stava dormendo quando è stato svegliato dai rumori. Passi e strumenti da scasso al lavoro. Giusto il tempo di affacciarsi alla porta del grande salone e per il domestico dello Sri Lanka è iniziata la notte più lunga di sempre.
Probabilmente i tre rapinatori che avevano adocchiato da tempo quella villa a San Donato immersa nel verde nella zona del campo da golf non sospettavano che all’interno ci fosse qualcuno.
E, almeno in parte avevano perfino ragione; infatti i padroni di casa erano al mare ma nell’immobile c’era comunque qualcuno a controllare, il domestico appunto.
La villa è di proprietà della famiglia Carmignani, dinastia di imprenditori ed ex proprietari della Pneuservice oltre che fondatori della storica ditta di pneumatici. Si tratta di una delle famiglie tra le più conosciute del territorio.
I ladri si sono intrufolati nella casa poco prima delle 22 e, appena sono stati scoperti dal domestico hanno preso l’uomo e lo hanno chiuso e legato in bagno. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori sembra che uno dei tre uomini avesse un coltello o un piede di porco con sé.
Poi, i ladri si sono messi al lavoro. Con un flessibile hanno divelto la cassaforte della villa. Ci sono volute diverse ore, circa quattro, ma alla fine sono riusciti a racimolare un bottino di oltre 25mila euro tra oro, gioielli e contanti.
Tra la refurtiva risulta anche una pistola che era regolarmente detenuta dai proprietari della casa.
I ladri si sono dileguati intorno alle due del mattino con il bottino al seguito e senza lasciare tracce.
A dare l’allarme è stato il domestico dello Sri Lanka circa un’ora dopo: si è liberato ed è riuscito a fuggire dalla finestra del bagno.
Sul colpo in villa indagano i carabinieri della compagnia di Empoli. Dai primi riscontri e dal racconto del domestico asiatico risulta che i ladri si sono presentati nella villa di San Donato col passamontagna e con il volto coperto.
L’inserviente, che è ancora sotto choc, non sarebbe riuscito neanche a riconoscere o ad identificare accenti specifici di qualche area geografica.
Probabilmente i ladri tenevano d’occhio l’immobile e gli spostamenti dei proprietari da diverso tempo altrimenti non si sarebbero presentati a colpo sicuro per mettere a segno il colpo.
Ma le loro certezze si sono infrante sulla presenza in casa dell’uomo di servizio. Non è ancora chiaro quale direzione abbiano scelto i ladri per fuggire. Si sta anche vagliando la presenza all’interno del complesso immobiliare di un impianto di videosorveglianza che possa aver restituito qualche immagine utile.
È certo che i tre uomini hanno scelto bene il loro obiettivo visto che si tratta di una casa immersa nel verde e, seppur in una zona presidiata e non lontana da una strada, abbastanza lontana da altre abitazioni. Caratteristiche che hanno permesso ai malviventi di lavorare indisturbati per circa quattro ore.
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