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Pazienza e volontà le armi per “vincere” un master in Usa

Pazienza e volontà le armi per “vincere” un master in Usa

Uno studente castellano racconta il percorso ad ostacoli che ha dovuto superare per riuscire ad andare a Washington

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CASTELFIORENTINO. In quanti hanno sognato, almeno una volta nella vita, di andare a studiare o lavorare negli Stati Uniti? E quanti ancora, davanti alle trafile burocratiche per fare in modo che il sogno americano si avverasse, si sono tirati indietro rassegnati? Sicuramente questo non è capitato al castelfiorentinese Matteo Bacchi, 23 anni, che, armato di tanta buona volontà e pazienza, è riuscito ad approdare negli States dove svolgerà un master universitario per i prossimi due anni. Laureatosi a Siena a fine 2013, Matteo, era stato durante il suo ultimo anno della triennale in Spagna dove aveva conosciuto molti ragazzi degli Usa: da qui l’idea di coltivare, oltre alle amicizie fatte, la lingue che sempre più accomuna le società e garantisce una carta vincente nei confronti del mondo del lavoro. «Sono stato per 5 mesi a Wilmington nel North Carolina - conferma Matteo - e qui ho iniziato a documentarmi su come fare per poter studiare lì». Dopo mesi di lunga attesa e di domande di ammissione inviate, lo scorso luglio è arrivata la conferma e infatti Matteo partirà alla volta di Washington dove studierà pubbliche relazioni e comunicazione d’impresa alla prestigiosa Georgetown University per una master di due anni.

«Quella di Washinton oltre ad essere un’ottima università, ti consente proprio di vivere nel centro propulsore della politica mondiale - continua - e ti dà modo di fare molti tirocini anche presso enti di notevole importanza». La capitale statunitense, sicuramente, di opportunità ne regala molte, magari molte di più delle nostre città universitarie anche se la strada per arrivarci è lunga e dispendiosa. Non ci si deve però abbattere vedendo i costi dei corsi. Infatti «in linea di massima un master negli Usa può costare cifre veramente esorbitanti - dice Matteo - ma fortunatamente alcune università, come la mia, attuano sconti notevoli per i propri studenti nonché numerose borse di studio per agevolare coloro che non sono americani». Logicamente gli atti burocratici e i fogli da compilare e rispedire nei termini delle scadenze indicate dalle università certo non sono pochi e bisogna munirsi di tanta pazienza: «Per inviare loro la domanda per essere immatricolato devi spedire una serie di applications: certificato di laurea convertito con il sistema di valutazione statunitense, attestato superamento dell’esame Toefel, il curriculum, due lettere di presentazione, una lettera di motivazione sul perché dovrebbero accettarti, un elaborato da te scritto in ambito dello studio che intendi fare in quell’università - conclude Matteo - quando poi ti hanno confermato di esser stato preso devi inviare loro il modulo I20 per posta, il questionario per l’accettazione e quello per l’immigrazione. Infine ti danno un account con il quale ti puoi mettere in contatto con l’ambasciata statunitense e prendere appuntamento con il consolato nella città più vicina alla tua per il rilascio del visto».

Chiara Capezzuoli

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