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Shelbox, protesta in Provincia ma oggi scattano i licenziamenti

Shelbox, protesta in Provincia ma oggi scattano i licenziamenti

Al tavolo di crisi in palazzo Medici Riccardi nessun esponente della Solaris si è presentato Il presidente Barducci : «Continueremo a sostenere i lavoratori attraverso percorsi formativi»

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CASTELFIORENTINO. Ultima doccia fredda per gli oltre 100 lavoratori della Shelbox: all’incontro in Provincia per il tavolo di crisi con Provincia e Regione non si è presentato alcun rappresentante della Solaris 3, l’azienda che doveva rilevare l’impresa di case mobili. Di conseguenza da oggi i lavoratori saranno tutti in mobilità. Di fronte alla sede della Provincia ieri mattina c’è stato un presidio. Sconforto e rabbia per il comportamento della Solaris 3. «La Filctem Cgil del circondario esprime il più profondo sconcerto per quanto accaduto ai lavoratori che, dopo 20 mesi di presidio permanente, si sono visti cancellare la possibilità di salvare il proprio posto di lavoro - si spiega in una nota - Dopo tutto l'impegno profuso dai lavoratori, sembra incredibile che Solaris 3 abbia deciso di ritirarsi a poche ore dalla firma dell'accordo e dalla scadenza della cassa integrazione. Non è accettabile che aziende come queste siano fallite a causa degli imprenditori e che sia stato perso altro "saper fare" nel nostro territorio.L'emergenza lavoro dovrebbe essere il primo punto all'ordine del giorno per ogni organismo e per ogni forza politica». «Purtroppo invece, troppo spesso, la perdita di posti di lavoro rappresenta solo un numero nelle statistiche - conclude la Cgil - Ribadiamo che questi lavoratori non possono essere lasciati soli e confermiamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Shelbox in questo drammatico momento».

«Abbiamo appreso con profondo rammarico che la cordata di imprenditori che doveva firmare per l'acquisizione della Shelbox, ha comunicato che non l'avrebbe più fatto». Il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, commenta con preoccupazione e dispiacere l'esito negativo della trattativa che avrebbe salvato l'azienda di Castelfiorentino. Purtroppo questo determina la non possibilità di attoivare la cassa integrazione e quindi il licenziamento di tutti i 108 lavorati dell'azienda, ai quali viene preclusa la speranza e la possibilità di tornare al proprio lavoro». «È stato confermato l'impegno delle istituzioni a tenere aperto il tavolo dell'unità di crisi - continua Barducci - per mettere in campo tutti gli strumenti volti alla possibile ricollocazione dei lavoratori». «Siamo amareggiati e preoccupati per il futuro dei lavoratori della Shelbox e delle loro famiglie - ha continuato - Anche perché insieme ai sindacati le istituzioni si sono spese fin quanto è stato possibile per creare le migliori condizioni affinché un nuovo progetto industriale potesse decollare. Questo ci amareggia ma non è nostra intenzione mollare la presa, continueremo a sostenere i lavoratori attraverso lo studio di percorsi formativi per la creazione di nuove opportunità occupazionali».

«I centri per l'impiego della Provincia di Firenze lavoreranno da subito per consentire un immediato avvio delle procedure di mobilità per poter avere un reddito seppur minimo il prima possibile. Inoltre - conclude il presidente della Provincia di Firenze - insieme alla curatela, ci auguriamo di poter provare a insistere nella ricerca di nuovi partner industriali».

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