Gioco
La Regione boccia le trivelle Verso lo stop il progetto San Paolo
Non saranno rilasciate più concessioni alle aziende che vogliono estrarre il gas in maniera tradizionale L’assessore Vittorio Bugli: «L’anidride carbonica verrà presa dai camini geotermici»
CERTALDO. La Regione mette la parola fine alle trivelle per l’anidride carbonica. In tutta la Toscana e quindi di conseguenza anche a San Paolo. Come è stato spiegato dal presidente Enrico Rossi, la Toscana non rilascerà più concessioni alle aziende che intendono coltivare anidride carbonica dal sottosuolo toscano in maniera tradizionale. «La giunta ha avviato la discussione sul provvedimento che verrà assunto nelle prossime settimane - si spiega in un comunicato - Si tratta di una scelta già prefigurata, in realtà, dal Paer, il Piano ambientale e energetico regionale in fase di approvazione, nel quale si prevede che in sede di valutazione di impatto ambientale sia considerata, in una logica di valutazione costi-benefici tra le alternative proposte, la possibilità di ricorrere a differenti tecniche di coltivazione della CO2 se meno impattanti di quelle estrattive».
«E' una posizione - spiega il presidente Enrico Rossi - di responsabilità nei confronti dell'ambiente, ma anche delle esigenze del sistema produttivo. E valorizzeremo anche così un primato della Toscana, l'unica regione in Italia dove viene svolta attività geotermoelettrica e dove esiste un accordo con Enel che permette di raccogliere la CO2 dai camini delle centrali gratuitamente. La direttiva che la giunta darà ai suoi uffici sarà quindi quella di non procedere al rilascio di ulteriori concessioni secondo i metodi tradizionali».
«Gli accordi stipulati con Enel Green Power - unica titolare delle concessioni geotermoelettriche in Toscana - prevedono che si sviluppino progetti per il recupero ed il riutilizzo della CO2 emessa dalle centrali - si spiega ancora - ed a tal scopo impegnano la società a concedere gratuitamente la CO2 in uscita dagli impianti di abbattimento nonché gli spazi nell'ambito delle centrali per la realizzazione degli impianti necessari».
Questo metodo, secondo la Regione, può sostituire il tradizionale, che prevede invece la perforazione del terreno tramite trivelle e la conseguente estrazione della CO2 dal sottosuolo.
«Ora faremo atti più precisi - aggiunge l’assessore regionale Vittorio Bugli - abbiamo una riserva, quella dei camini geotermici, che finisce nell’ambiente e quindi abbiamo deciso di prendere l’anidride carbonica da lì senza fare nuove estrazioni ». E l’assessore Bugli aggiunge: «In questo modo si chiarisce anche la vicenda di Certaldo dove la discussione è stata troppo lunga».
Al momento le concessioni per l'estrazione della CO2 con metodi tradizionali in Toscana sono 8: due nel comune di Montepulciano (nella provincia di Siena), due in quello di Pergine (Arezzo), una a Laterina (Arezzo), una a Rapolano Terme (Siena), una a Castelnuvo Berardenga (Siena) e una a Caprese Michelangelo (Arezzo).
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