Il Tirreno

Empoli

Madre e figlio strappati alla morte dopo il distacco della placenta

di Francesco Turchi

La donna trovata in casa dai soccorritori in un lago di sangue è stata sottoposta a una maxi-trasfusione il bimbo è nato con un cesareo-lampo. Medici e donatori decisivi per il doppio salvataggio

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Hanno strappato alla morte la mamma e regalato la vita a un bambino. Merito della professionalità di medici e infermieri e della generosità dei donatori, che con il loro gesto di altruismo hanno garantito il sangue necessario alla trasfusione.

Una storia a lieto fine, che ha visto protagonista una donna a fine gravidanza, colpita dal distacco della placenta dall’utero, con il conseguente black-out di ossigeno per il bambino che portava in grembo. Quando sono arrivati all’ospedale di Empoli la situazione era disperata, ma ora –fortunatamente – sono entrambi fuori pericolo e presto torneranno a casa insieme.

Protagonista una quarantenne residente in un comune dell’Empolese, già madre di tre bambini. La sua gravidanza procedeva tranquillamente e ormai era scattato il contro alla rovescia in vista del parto. Un mix di emozione, attesa e serenità che ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Nella notte tra sabato e domenica scorsi, poco prima delle 2, è arrivata una telefonata drammatica alla sala operativa del 118: «Mia moglie sta male, è in un lago di sangue e ha perso i sensi». L’intervento dei soccorritori è stato tempestivo. Ed effettivamente quando sono arrivati nell’appartamento hanno capito subito la gravità della situazione.

Alle 2 in punto la quarantenne è entrata al pronto soccorso del San Giuseppe di Empoli, con i medici che hanno subito eseguito un parto cesareo di emergenza. Diciannove minuti più tardi è nato un maschietto di 2,7 chilogrammi, in salute: la tempestività dell’intervento ha evitato conseguenze dovute al distacco della placenta. Ma la madre era in pericolo di vita perché aveva perso una enorme quantità di sangue.

Trasferita nel reparto dei rianimazione, è stata sottoposta a una maxi-trasfusione di sangue. E qui si è rivelata fondamentale la scorta a disposizione grazie ai donatori. Perché in caso contrario a quell’ora della notte, e con i tempi strettissimi, per la neo-mamma non ci sarebbero state speranze. E invece la trasfusione è stata possibile e tutto è filato liscio.

Dopo alcuni giorni trascorsi all’ospedale di viale Boccaccio a Empoli, ora madre e figlio sono tornati a casa. Il piccolo ha così conosciuto il resto della famiglia, compresi il padre e i tre fratellini, che ha rischiato seriamente di non conoscere mai. Così come la mamma ha rischiato di non rivederli più. Perché – spiegano dall’Asl 11 – il distacco della placenta nell’85-90% dei casi porta alla morte del feto per la mancanza di ossigeno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa