Sicurezza
Esplode la rivolta di bar e ristoranti contro le maxi-bollette dei rifiuti
Il saldo Tares fa infuriare gli esercenti: «Fatture anche di 15mila euro l’anno e il servizio è scadente» L’8 settembre riunione al Molo 73, già decine le adesioni. Possibile class-action contro Publiambiente
EMPOLI. L’ultimo saldo Tares per quanto riguarda le utenze non domestiche è meno devastante rispetto a un anno fa, molte aziende insomma recupereranno una parte delle somme versate con gli acconti, ma i ristoratori non ci stanno e sono comunque sul piede di guerra. Troppo salate le bollette arrivate negli ultimi anni, troppo scadente a loro avviso il servizio offerto da Publiambiente e così lunedì 8 settembre alle 16 decine di proprietari di bar, pizzerie e ristoranti del circondario e non solo si ritroveranno al Molo 73 di Empoli, per studiare una strategia comune, buttare giù delle richieste da esporre a Publiambiente e valutare se in alcuni casi ci siano gli estremi per passare alle vie legali.
A lanciare l’iniziativa è stato il ristorante Molo 73 che in questi anni ha ricevuto bollette salatissime della Tares, tanto che adesso la situazione è diventata insostenibile. «Siamo aperti dal 2011 – spiega uno dei soci proprietari Riccardo Agresti – e abbiamo ricevuto sempre bollette salatissime. Proprio tre anni fa ci era arrivata una bolletta da 12.000 euro, avevamo aperto da poco e non sapevamo come fare, per questo non l’abbiamo pagata e abbiamo anche subito dei pignoramenti. Nel 2012 siamo arrivati addirittura a 15.000 euro, è vero per quanto riguarda il 2013 la cifra è leggermente calata, si attesta intorno ai 10.000 euro ma per noi non sono numeri sostenibili». Una situazione questa che è quella di decine se non di centinaia di esercizi della zona che hanno deciso di unirsi. «Abbiamo già contattato diversi ristoratori della zona, ma anche bar e pizzerie, sono tutti contenti e favorevoli a questa iniziativa e sono pronti come noi a far sentire la loro voce. La notizia grazie al passaparola si sta espandendo e nelle ultime ore ci hanno chiamato anche imprenditori di Pontedera, Castelfranco che vogliono unirsi a per manifestare il loro disagio».
Il problema principale dunque sono i costi ma l’accusa è rivolta anche al servizio che viene dato per lo smaltimento dei rifiuti che viene considerato scadente. «Il metodo utilizzato da Publiambiente per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti è assolutamente inadeguato – prosegue Agresti – un ristorante come il nostro fa 100 coperti al giorno e prepariamo perlopiù pesce. Abbiamo un gran numero di scarti e non è possibile tenere un contenitore di plastica per giorni e giorni al sole, emana cattivi odori e diventa un disagio. Per questo ci siamo rivolti ad un'altra ditta per smaltire i nostri rifiuti, la Waste Recycling che ci ha fornito contenitori pressurizzati che hanno risolto il nostro problema».
Ma nonostante lo smaltimento sia stato affidato ad un'altra azienda il ristorante deve continuare a pagare Publiambiente. «Abbiamo chiesto a Publiambiente di togliere la nostra utenza perché diamo i nostri rifiuti ad una ditta concorrente ma loro ci hanno risposto che questo non è possibile e che dobbiamo continuare a pagargli un minimo». Qualche mese fa era andato in scena anche un incontro tra i ristoratori e i vertici di Publiambiente un incontro però che non ha cambiato le carte in tavola. E così l’8 settembre i ristoratori della zona sono pronti a ritrovarsi e a buttare giù un piano comune d’azione. «Sarà soprattutto un’incontro conoscitivo dove ognuno potrà esporre i propri problemi e manifestare gli eventuali disagi. Inoltre valuteremo se ci sarà la possibilità di adire alle vie legali ed eventualmente di effettuare una class action».
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