Il Tirreno

Empoli

Non assunse donna incinta nuovi guai per l’ex sindaco

di Giacomo Bertelli
Non assunse donna incinta nuovi guai per l’ex sindaco

La Corte dei Conti condanna Marco Montagni, già primo cittadino a Montelupo e ragioniere capo di Carmignano: danno erariale causato dal rifiuto della conciliazione

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MONTELUPO. La maternità vince sull’utilità. Lei è incinta e quasi al termine della gravidanza, il Comune cerca un collaboratore per tre mesi e non l’assume. Lei fa causa e vince. E ora arriva anche la sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato il ragioniere capo e responsabile del personale del Comune di Carmignano Marco Montagni, ex sindaco di Montelupo. La condanna, a dire il vero, suona come una mezza vittoria per la difesa. Rispetto agli oltre 18.500 euro richiesti dal pubblico ministero, il presunto danno erariale si è ridotto a 1.170 euro: il 30 per cento delle spese legali sostenute dal Comune per resistere davanti al giudice del lavoro in primo grado, a cui si aggiungono 382 euro di spese processuali. Tutte le altre richieste sono state giudicate infondate. Il risarcimento pagato l’anno scorso dal Comune di Carmignano alla donna è quanto infatti l’ente avrebbe dovuto sborsare se fosse stata assunta. Di meno anzi, visto che ci sarebbero stati 5.581 euro per i mesi di congedo post partum. Danno erariale inesistente dunque per la Corte, salvo le spese legali autorizzate dal ragioniere e sostenute dal Comune per resistere in primo grado.

La vicenda risale al 2009. A giugno c’erano le elezioni e al Comune serviva un dipendente in più per tre mesi. La prima disponibile da una graduatoria ancora aperta di un vecchio concorso è Francesca Fondelli, ex assessore al comune di Empoli. Ma è al sesto mese di gravidanza e il ragioniere capo di Carmignano Marco Montagni, ex sindaco di Montelupo Fiorentino, decide di non assumerla. E’ evidente che un’azienda o un ente pubblico non può rifiutarsi di assumere una donna perché incinta. Lo stesso però, anche se così ovvio può non apparire, vale anche per un incarico di pochi mesi, gli stessi in cui sta per terminare la gravidanza e scatterebbe il congedo obbligatorio. E ovvio non era infatti apparso neppure al ragioniere capo, che pensava con la sua condotta di far risparmiare soldi al Comune.

I giudici di primo e secondo grado aveva condannato l’ente per discriminazione. Poco importa se la donna un mese dopo i colloqui a Carmignano era stata assunta dal comune di Poggibonsi, per un altro incarico a tempo e potendo usufruire del congedo dovuto per la maternità. Alla lavoratrice il Comune ha dovuto pagare 9.475 euro. La Corte dei Conti ha invece condannato la scelta di aver rifiutato la conciliazione e aver deciso di resistere in tribunale. Tra primo e secondo grado il Comune ha speso 9.134 euro. La procura ne aveva chiesto il versamento intero al ragioniere, che alla fine è stato condannato ma solo per 1.170 euro. La scelta, è la tesi della sentenza, non fu infatti solo del ragioniere.

Walter Fortini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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