Gioco
Tagli senza fine alla sanità l’Asl va a caccia di sponsor
Via libera del dg Piovi al nuovo regolamento per facilitare le partnership i privati potranno finanziare lavori, progetti, ricerca scientifica e tecnologie
EMPOLI. La sanità è costretta a fari i conti quotidianamente con tagli alle risorse. Che rischiano di incidere negativamente sulla qualità dei servizi, o magari mettono in pericolo – per esempio – gli investimenti in tecnologie. E allora l’Asl 11 di Empoli – su “suggerimento” della Regione Toscana ha deciso di correre ai ripari, andando a caccia di sponsor privati. E, considerata anche la delicatezza della materia, si è dotata di un apposito regolamento. Tutto questo con l’obiettivo di «promuovere e incentivare – si legge sul documento – una più spiccata innovazione nell’organizzazione tecnica e amministrativa dell'azienda, anche mediante la ideazione e realizzazione di progetti pilota strategici, ad alto tasso di innovazione in ambito sanitario e socio-sanitario, della ricerca scientifica, amministrativo e tecnologico/industriale, di informazione sociale e/o istituzionale». Ma anche «realizzare maggiori economie di spesa rispetto agli stanziamenti disponibili; migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi prestati e realizzare eventi, iniziative ed attività di comunicazione». Insomma, dove non arriva il pubblico, può concorrere il privato. Attraverso l’elargizione dei una somma di denaro, oppure con la fornitura di beni, l’erogazione di servizi o l’effettuazione di lavori. Perché tra gli ambiti di applicazione c’è anche «il restauro, il recupero e la conservazione di qualsiasi bene pubblico, incluso il patrimonio storico-artistico, appartenente all’azienda».
Ma prima di tutto il regolamento è una risposta ai tagli, come si legge nella delibera di approvazione firmata dal direttore generale Monica Piovi: «È uno strumento integrativo per fronteggiare i bisogni che sono sempre più ampi e sofisticati a fronte di una disponibilità di risorse sempre più limitata, a causa di una normativa nazionale e regionale che nell’ultimo periodo ha posto l’accento sui fattori di razionalizzazione dei costi e di oculatezza nella gestione delle pubbliche amministrazioni». Insomma, la spending-review imperversa e l’azienda è costretta a guardarsi intorno per limitare gli effetti dei tagli.
Possono assumere la veste di sponsor associazioni, fondazioni, persone fisiche e giuridiche. Sotto il profilo del contenuto del messaggio pubblicitario, non mancano – ovviamente – i paletti: sono escluse le sponsorizzazioni riguardanti la propaganda di natura politica, sindacale, filosofica o religiosa; servizi di onoranze funebri; prestazioni mediche; prodotti farmaceutici e/o dietetici (ma non il marchio – per esempio – della casa farmaceutica); pubblicità di sigarette, alcolici e materiale pornografico o a sfondo sessuale; pubblicità di armi o altri strumenti di violenza; attività di cartochiromanzia, magia, occultismo; relazioni personali; pubblicità che possa offendere la dignità della persona, evocare discriminazioni di razza, sesso e nazionalità, offendere convinzioni religiose ed ideali; servizi collegati a strumenti di finanziamento, anche mediante acquisti di preziosi. Sono inoltre esclusi da qualsiasi forma di sponsorizzazione – come ha puntualizzato la Regione Toscana nelle linee-guida inviate alle aziende nel maggio scorso – i locali di pronto soccorso, rianimazione e Utic, camere di degenza, oncologia, radioterapia, camere mortuarie, cappelle e luoghi di culto, sale di commiato; nonché i mezzi adibiti allo svolgimento di compiti istituzionali di polizia giudiziaria, di verifica e controllo ispettivo.
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