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Sosta selvaggia nonostante il maxi-ascensore

Sosta selvaggia nonostante il maxi-ascensore

L’apertura del nuovo parcheggio non ferma la sosta selvaggia sul Poggio, protestano i residenti

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FUCECCHIO. «Perché le auto continuano ad ignorare il divieto di ingresso e di sosta sul poggio Salamartano? E come mai l'amministrazione comunale non interviene in maniera decisa per risolvere il problema?». È quanto continuano a chiedersi alcuni abitanti del centro storico alto di Fucechio a tre mesi dall’apertura del parcheggio dell’ospedale sul versante di via Sottovalle che con i due ascensori panoramici costituisce di fatto la seconda porta di ingresso alla parte più antica della città. L'accesso principale, si fa per dire, è quello da via Nuova della Ferruzza, ma con i due ascensori si arriva direttamente dentro l'ospedale oppure alla fine di via Castruccio, dentro il cuore del centro storico fuccchiese, in quello che un tempo era chiamato il borgo di Sant'Andrea. Sebbene la nuova infrastruttura inaugurata in pompa magna lo scorso maggio permetta un accesso diretto al plesso ospedaliero e all’antico borgo, la pessima abitudine di parcheggiare le auto sul Poggio sembra ancora non sia stata sconfitta. La grande terrazza dalla quale ci si affaccia sulla piana del basso Valdarno, lamentano i residenti, è sempre invasa dalle auto parcheggiate abusivamente nonostante all'ingresso la cartellonistica stradale ne vieti in maniera esplicita l'accesso escluso i casi espressamente indicati. In passato, una quindicina di anni fa, per impedire l'ingresso alle auto erano stati installati due pilomat manovrabili con un telecomando ma, spiegano i residenti, hanno avuto vita breve, perché da diversi anni non funzionano più e nessuno sembra se ne sia preoccupato più di tanto. Una situazione questa della sosta selvaggia su poggio Salamartano che si trascina ormai da più di trent'anni, ossia da quando con il contributo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia venne rifatto il selciato in cotto in sostituzione dell'originario in terra battuta e ghiaia.

All'indomani dal completamento dell'intervento infatti, per proteggere la nuova pavimentazione ed offrire agli insuesi un’oasi nella quale rifugiarsi e rinfrescarsi dalla calura estiva, l'amministrazione comunale del tempo decise di vietare l'ingresso alle auto sul poggio Salamartano. Da quel lontano 1984 tanta acqua + passata sotto i ponti ed oggi l'ingresso dei veicoli è consentito solo in occasione delle celebrazioni religiose e negli altri casi agli autorizzati. Situazioni queste, in particolare la prima, che a sentire gli abitanti del posto confondono chi arriva in auto e rendono difficoltoso il compito dell'organo preposto al controllo. Il risultato per i residenti è che in trent'anni il divieto alle auto sul poggio Salamartano ho funzionato a corrente alternata e, sebbene sia stato fatto un parcheggio con oltre 150 posti al servizio di chi deve recarsi presso l'ospedale o nell'antico borgo, si continua sempre ad utilizzare il percorso tradizionale, lasciando il nuovo parcheggio semivuoto ignorando la comodità della nuova porta d'ingresso già attiva dallo scorso maggio.

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