Attenzione
Rovi, siringhe e crolli di “monumentale” è rimasto il degrado
Tombe e cappelle dimenticate nel cimitero sulla Salaiola Viaggio tra loculi aperti, intonaco a pezzi e fili elettrici volanti
EMPOLI. Epitaffi di rara bellezza e di epoche passate, cappelle gentilizie che non tradivano lo sfarzo della famiglia proprietaria e piccoli mausolei dedicati ai propri cari defunti. Il cimitero monumentale dei Cappuccini di Empoli, che si affaccia sulla via Salaiola di fronte al più moderno cimitero che prende lo stesso nome, è però abbandonato a se stesso con erba ad altezza d’uomo un po’ ovunque, lapidi rotte o imbrattate da scarabocchi, disegni e scritte e piccoli giacigli di fortuna dove alcuni senzatetto della città trovano riparo per la notte. Ciò che dovrebbe essere un luogo di pace e commiato un po’ lontano dal tempo (anche se nono troppo) dove si raccoglie buona parte della storia e delle storie della anime che vissero ad Empoli tra l’Ottocento e gli inizi del Novecento viene infatti turbato da un mancato decoro che sicuramente stona con l’idea di quel luogo.
I cittadini che vanno a far visita ai propri cari defunti, certo non sono felici di camminare tra erba alta e sterpaglie o addirittura di incappare in siringhe. «Io e i miei genitori ci andiamo abbastanza spesso e la situazione non è mai stata tanto degradante quanto adesso - commenta Luisa Panconi - riconosco che questo cimitero non sia molto frequentato ma non è comunque un luogo sicuro e se qualcuno ci deve andare meglio essere almeno in due». Il degrado insomma la fa un po’ da padrone in questo luogo di Empoli e le lamentele si fanno sentire, soprattutto dopo aver trovato oggetti poco raccomandabili per terra. «Il top è stato quando abbiamo trovato una siringa per terra - continua Luisa - ma i problemi sono tantissimi: dai fili elettrici scoperti all’intonaco che cade a pezzi. Mio nonno è venuto a mancare vent’anni fa ma non avevo mai visto una situazione del genere in questo cimitero».
Ma oltre al degrado, il monumentale di Empoli deve fare i conti con la problematica la situazione a livello prettamente strutturale e di decoro dell’ambiente. Infatti si trovano diverse mattonelle sfilate dal suolo e traballanti, fili dell’elettricità per i lumini totalmente scoperti, piante rampicanti spontanee che si attorcigliano sulle colonne delle molte cappelle patrizie che si estendo in tutto il perimetro del cimitero e ancora lapidi rotte e mai aggiustate e forni aperti che quasi consento la totale vista dell’interno del loculo.
Si può dire che questo posto incarni a pieno la connotazione dispregiativa di “cimitero” ma certo non si confà ad un monumentale che parla della storia della città di Empoli. Non è infatti raro trovare storiche lapidi di fine Ottocento con elaborati e struggenti epitaffi storpiati da disegni e scarabocchi di vandali così come non è difficile trovare, in alcune nicchie del cimitero, piccoli pergolati e alloggi di fortuna che qualche senza tetto ha costruire per evitare di dormire per strada di notte.
Il monumentale porta con se la venerazione che alcune famiglie della vecchia Empoli avevano per i propri defunti, non badando a spese per sepolture e lapidi che potessero rispecchiare la ricchezza d’animo del defunto e quella economica della famiglia. Il contrario di come è oggi.
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