Sicurezza
In 2 mesi 120, boom di profughi che poi spariscono nel nulla
Per la loro accoglienza allestite 5 strutture, le prefetture pagano trenta euro al giorno per ospite Ma i tempi per ottenere lo status di rifugiato sono lunghi e loro preferiscono andare via
EMPOLI. Oltre 120 arrivi soltanto negli ultimi due mesi nel circondario Empolese Valdelsa e nella zona del cuoio, un vero e proprio boom. L’accoglienza dei profughi nel nostro territorio si sta trasformando sempre più in una vera e propria emergenza. Da alcune settimane infatti è aumentato notevolmente il flusso migratorio e degli sbarchi nel nostro paese. Migliaia le persone che sono arrivate e continuano ad arrivare in Italia con la speranza di un futuro migliore senza la certezza però di poter trovare una nuova casa e nuove opportunità. Qualcuno non ce la fa ma i fortunati che riescono a sbarcare si imbattono in percorsi lunghi e tortuosi che li vedono sballottati da una parte all’altra d’Italia nel giro di poche ore. Sono cinque le strutture presenti tra il circondario Empolese Valdelsa e la zona del cuoio predisposte ad accogliere i migranti. Nel primo caso le strutture si dislocano tra Empoli, Montelupo, Certaldo e possono accogliere circa 15 persone (le prime due), trenta quella di Certaldo.
Due invece le strutture nel comune di San Miniato, anche qui sono quindici le persone che possono essere accolte, ma in questo caso complessivamente in due locali. Attualmente sono circa una cinquantina i profughi presenti sul territorio ma negli ultimi due mesi sono stati ospitati in tutto circa 120 profughi. Questo grazie anche a quello che è un vero e proprio turnover che si viene a creare. Per molti che arrivano infatti ce ne sono tanti altri che vengono trasferiti o si allontanano, che magari hanno avuto una permanenza di un mese, qualche settimana oppure solamente di qualche giorno. Ad occuparsi di loro la Asl 11 e la Misericordia di Empoli che proprio negli ultimi giorni hanno dato rifugio a sette persone in due appartamenti in attesa di vendita a San Miniato Alto in piazza XX Settembre di fronte al vecchio ospedale. Sette profughi provenienti da Senegal e Gambia, tutti uomini da 19 ai 30 anni che stavano peregrinando già da circa un anno nel Nord Africa. Quello dell’accoglienza però sta diventando un vero e proprio problema non solo per i numerosi arrivi e la conseguente necessità di trovare posti, ma anche per i costi. Gli iter burocratici infatti per la regolarizzazione di queste persone arrivate in cerca di salvezze restano sempre molto complessi e questo contribuisce ad aumentare la spesa per enti ed associazioni che per fornire il minimo di assistenza necessaria come vitto e alloggio utilizzano complessivamente 30 euro per ogni persona come silegge dalla delibera dell’Asl che ha dato il via all’accoglienza dei sette profughi nelle strutture di San Miniato.
La prefettura ha stanziato circa 105.000 euro per il periodo che va dal primo agosto al 31 dicembre. Per ogni profugo vengono spesi 30 euro, 22 dei quali utilizzati dalla Misericordia per fornire vitto e tutte le necessità, 8 euro invece sono utilizzati dalla Asl 11 per la gestione, compresi i costi una tantum per il ripristino e l’allestimento dell’immobile. Facendo un calcolo, per ogni profugo vengono spesi 900 euro al mese, ma il problema non è tanto la spesa che deve essere affrontata ma per quanto tempo essa si protrae nel tempo a causa di un iter burocratico che gli immigrati dovrebbero seguire per ottenere ma che è lunghissimo e complicato.
Una volta arrivati nei centri di accoglienza i profughi vengono sottoposti a visita medica per stabilire le loro condizioni di salute e per capire se necessitino di cure. Poi vengono raccolti i dati dei soggetti che spesso non hanno documenti e devono per questo essere effettuate delle verifiche. A quel punto chi ha i requisiti può chiedere lo status di rifugiato politico, ma la procedura è molto lunga e dura all’incirca sei mesi. Inizia così un peregrinare da un centro all’altro e in molti si danno alla fuga e abbandonano i luoghi preposti magari per trovare rifugio da amici o parenti o magari per raggiungere altri paesi e europei.
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