La manifestazione
Tombe divelte ed erba alta poco rispetto per 30 defunti
Ecco le condizioni in cui versa il piccolo cimitero accanto alla via Francigena Solo una volta l’anno, il primo di novembre, ci viene celebrata una messa
CASTELFIORENTINO. Degrado, incuria e anche abbandono. Sono questi gli aggettivi con cui si può descrivere il vecchio cimitero vicino a Meleto, località campestre famosa per la sua villa, situata lungo la via Sanminiatese di Castelfiorentino.
Il cimitero, piccolo con 30 tombe circa e una forma quadrangolare, appare completamente lasciato a se stesso: il cancello è aperto e arrugginito, l’erba alta non tagliata da anni, i sepolcri sporchi e coperti dalle erbacce, tanto che si ha l’impressione di camminare sulle tombe senza rendersene conto. In più alcune di queste tombe hanno la copertura rotta o addirittura non più esistente come se fossero state aperte e lasciate all’incuria. Uno spettacolo poco dignitoso per i corpi che riposano ancora in quel luogo nel mezzo della campagna.
Ci sono poi alcuni particolari che avevano fatto pensare anche a qualche strano rito celebrato di nascosto come purtroppo avviene nei cimiteri abbandonati. Sono un gran numero di ceri rossi, circa trenta, posti sull’altare della cappella e in terra e due tombe rotte al cui interno non si vedono i resti delle bare, ma soltanto vasi e calcinacci.
Per fortuna non è così. «Nel cimitero riposano i corpi dei contadini che abitavano la zona nel secolo scorso – spiegano i proprietari di un’abitazione vicina al cimitero – non si effettuano più sepolture da molto tempo. Una volta l’anno, sempre il Primo Novembre, viene celebrata la messa in ricordo dei defunti. Nei giorni precedenti il cimitero viene sistemato e pulito, e poi lasciato senza manutenzione fino all’anno successivo. I ceri sono quelli che vengono usati per la messa, e le tombe sono sempre state così: non c’è niente di cui preoccuparsi».
Il cimitero si trova in via di Meleto ed raggiungibile sia dalla frazione di Coiano lungo la via Francigena, proseguendo su una strada sterrata per qualche chilometro, sia da via di Meleto all’incrocio con via Sanminiatese, anche se attualmente quella via è chiusa per una frana.
Tuttavia, benché geograficamente vicino a Castelfiorentino, esso si trova nel territorio della parrocchia di Ponte a Elsa: è da lì, ogni anno, che un sacerdote viene inviato a celebrare il rito. Appare evidente che il cimitero sia in disuso da tempo: l’ultima sepoltura porta la data del 1956, ma è più comune vedere tombe dell’inizio del secolo scorso, anche del 1910 o del 1920 venti.
Anche se non più utilizzato, tuttavia, sarebbe auspicabile vedere una maggior cura del luogo, che raccoglie le spoglie di chi ha, ormai una vita fa, ha abitato ed è morto questi luoghi.
Tommaso Rigoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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