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Enrico Rossi chiede scusa per l'errore sulla strage del Padule di Fucecchio

Enrico Rossi chiede scusa per l'errore sulla strage del Padule di Fucecchio

Il presidente della Regione Toscana, nel suo libro “Viaggio in Toscana”, incappa in un doloroso errore storico evidenziato dal giornalista Riccardo Cardellicchio. E Rossi si scusa: «Sparirà dalle ristampe»

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FUCECCHIO. Uno sbaglio nel libro del presidente della Regione. Ad accorgersene Riccardo Cardellicchio, giornalista e scrittore. «Enrico Rossi, in "Viaggio in Toscana" (Donzelli, pagg. 164, euro 15), decide di mettere nero su bianco i suoi viaggi nelle diverse realtà della Toscana, da lui governata. E ci sono inesattezze inaccettabili. Faccio un esempio. A pagina 64, parla del Padule di Fucecchio. Lascio da parte la questione ambientale (evidentemente nessuno gli ha detto che è l'aria umida interna più importante d'Italia, se non d'Europa, e come tale va tutelata, ancor di più di quello che viene fatto oggi). E mi soffermo su quella storica, nello specifico sull'eccidio, attuato dall'esercito tedesco, aiutato dai repubblichini, in ritirata dal fronte dell'Arno, il 23 agosto 1944. Bene, Rossi scrive, tra l'altro: “… il pensiero va all'eccidio che i nazisti compirono nell'estate del 1944 uccidendo 174 civili, quasi tutti partigiani ritiratisi nel Padule da Pistoia e Firenze per proseguire la lotta di liberazione”.

Siamo al falso storico. A parte uno o due in più o in meno (il Tribunale militare di Roma ha compilato un elenco di 176 vittime, messo nella sentenza del maggio 2011, in cui emerge la condanna - inutile - di tre novantenni). Basta scorrere l'elenco, vedere le età. A parte il numero, quelle vittime furono, soprattutto, bambini, donne, anziani e giovani renitenti alla leva. Gente inerme. Martiri di un'azione di guerra, studiata a tavolino, per creare il terrore tra gli sfollati e non avere, così, problemi grossi nella ritirata».

23_CNRD_WEB«Niente a che fare con i partigiani - conclude Cardellicchio (nella foto piccola) - anche se a sera, i nazisti, festeggiavano a villa Poggi Banchieri (Castelmartini), urlando: “Partigiani, kaput”. Ecco, a questo punto, non sarebbe male che Rossi chiedesse scusa, per il suo errore, ai familiari delle vittime».

Enrico Rossi gli ha risposto con le scuse. «La vicenda è come la racconti tu. Mi spiace per l'errore, di cui chiedo scusa, in particolare alle famiglie delle vittime. Sarà mia premura far correggere questa inesattezza nella prossima ristampa del libro».

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