Il Tirreno

Empoli

polemica sulle barriere architettoniche

«Servizi comunali a domicilio»

Falorni: no all’ufficio nel paese basso, più pratiche via internet

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CASTELFIORENTINO. «Il tema ci è caro; abbiamo assunto impegni con l'associazione Senza Barriere, che intendiamo mantenere. Tuttavia, abbiamo già servizi che ci aiutano a far fronte alle esigenze». Il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni risponde alle sollecitazioni di Stefano Cabras, che nell’ambito di campagna #vorreiprendereiltreno lanciata da Iacopo Melio aveva chiesto una «stazione più agibile per i disabili» e al consigliere comunale Zini, che ha proposto l’apertura di un ufficio comunale nella parte bassa del paese. «Ho già cominciato ad affrontare il tema con l'associazione Senza Barriere, assumendomi però impegni che so di poter mantenere, e senza far promesse da marinaio circa spese da effettuare per l'abbattimento di barriere architettoniche, che non mi sarebbero permesse dal Patto di Stabilità. Le strutture comunali hanno del resto qualche lacuna sulla materia, essendo localizzate in vecchi edifici; ma da tempo sono attivi servizi che ci consentono di venire incontro alle esigenze di chi incontra delle difficoltà. Ad esempio, non solo i funzionari degli uffici sono disponibili a venire al parcheggio a prendere i documenti, ma è attivo un servizio offerto dai messi comunali, che su richiesta effettuata all'anagrafe da un qualsiasi delegato della persona, possono recarsi direttamente a casa per la firma richiesta. Tutti coloro che hanno questo tipo di necessità possono telefonare all'anagrafe (0571 686355 oppure 0571 686360), per avere una pronta risoluzione del problema». Quindi una stoccata a Zini: «Visto che è consigliere comunale da diversi anni dovrebbe conoscere i servizi del Comune. L’apertura di un ufficio nella parte bassa del paese è una soluzione più complessa di quanto non la presenti Zini: comporta spostamento di personale (con quel che consegue riguardo la turnazione), collegamento all'Intranet comunale, predisposizione di spazi adeguati. Credo che le poche risorse disponibili dovrebbero essere dedicate a un approccio innovativo, dunque, al miglioramento dei servizi telematici, che consetirebbero di far svolgere un numero sempre maggiore di pratiche direttamente dal proprio computer di casa».

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