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Controlli Arpat nelle concerie scattano denunce e sanzioni

di Francesco Turchi
Controlli Arpat nelle concerie scattano denunce e sanzioni

Blitz dei tecnici dell’Agenzia in 7 aziende di Fucecchio, nel mirino anche l’abbandono di rifiuti liquidi e scarichi non autorizzati di acque reflue: «Imprenditori collaborativi, ma serve un salto di qualità»

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FUCECCHIO. Irregolarità nella gestione dei rifiuti e delle acque meteoriche di dilavamento. Sono le criticità riscontrate dai tecnici dell’Arpat nel corso dei controlli effettuati in sette aziende conciare di Fucecchio. L’attività dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale si è conclusa con una serie di denunce e sanzioni amministrative.

I controlli sono stati effettuati nel corso del 2013, ma proprio in questi giorni è stato pubblicato il report con il riepilogo delle violazioni emerse durante le verifiche. «Nei contenitori – si legge sul documento – risulta evidente la mescolanza di rifiuti che invece sarebbero separabili e smaltibili con un diverso Cer (Codice europeo dei rifiuti). Tale miscelazione dei rifiuti, che viene attuata da tutte le aziende, non è ammissibile. Deve essere pertanto superato il concetto di “buca” (termine comunemente usato dagli addetti) che inghiotte i vari rifiuti per andare verso la gestione differenziata più completa possibile».

Per quanto riguarda invece le acque meteoriche, l’Arpat rileva «la mancanza di un’accurata gestione dei piazzali esterni, allo scopo di mantenerli puliti ed evitare così la contaminazione delle acque. Spesso, infatti, le superfici scolanti sono insufficienti; le materie prime, costituite dai prodotti chimici, ed i rifiuti non sono sempre collocati in posizione protetta e con vasche di contenimento. Per ogni deposito (di materiali, prodotti chimici, prodotti finiti, semilavorati) o transito sui piazzali devono essere individuate le quantità stoccabili, le condizioni di stoccaggio o di transito ed i rischi di cessione di contaminanti al suolo. Tutto ciò allo scopo di evitare passaggi di soluzione, o fenomeni di trasporto di sostanze nelle acque meteoriche dilavanti le superfici scoperte».

Secondo i tecnici «è importante fare un salto di qualità nella gestione delle superfici esterne dei fabbricati».

Tuttavia gli imprenditori conciari fucecchiesi si sono dimostrati sensibili alla problematica: «Gli operatori sono tornati in alcune aziende e hanno verificato l’attuazione di modifiche delle modalità di gestione rispetto alle criticità rilevate, a dimostrazione della positiva attenzione prestata dai titolari durante il controllo.

Le verifiche dell’Arpat hanno permesso di scoprire complessivamente otto violazioni del decreto legislativo 152/2006 “Norme in materia ambientale”, quattro di natura amministrativa e altrettante penali: si va dall’abbandono di rifiuti liquidi (probabilmente in fognatura) a scarichi di acque reflue non autorizzati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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