Attenzione
Padre di 42 anni muore di malattia
Lutto a Fucecchio per la scomparsa di Fabio Iacopini, lavorava in un’azienda di Ponte a Egola
FUCECCHIO. Dolore e sgomento a Fucecchio per la prematura scomparsa di Fabio Iacopini, 42 anni appena compiuti. Fabio, che aveva moglie e una bambina, circa un anno fa aveva scoperto di avere una terribile malattia che ieri mattina lo ha sconfitto nonostante il giovane padre abbia lottato fino alla fine. Si è spento nella sua abitazione accompagnato dall'affetto della sua famiglia. Un lutto precoce e inaspettato, vista la giovane età dell'uomo, che va a colpire innanzitutto la famiglia che Fabio negli anni si era creato: la moglie Mariela - che lavora alla Misericordia di Firenze che operatrice socio sanitaria - e la figlia di sette anni.
Fabio Iacopini viveva in via Mariotti a Fucecchio, dove si era trasferito con la famiglia. Negli anni precedenti aveva vissuto nella zona degli ex macelli. Era un grande appassionato di arti marziali e di motori, due passioni che ha coltivato fino alla fine. Era impiegato nel distretto del cuoio a Ponte a Egola in una spaccatrice (la spaccatura viene eseguita quando lo spessore della pelle in lavorazione è molto più alto rispetto a quello richiesto dal prodotto finito). Pochi mesi fa, a causa del peggioramento delle sue condizioni fisiche, aveva dovuto lasciare il posto di lavoro per farsi assistere dai dottori e dal calore dei familiari. Il 31 luglio aveva compiuto il 42esimo compleanno.
Saputa la notizia gli amici hanno lasciato dei ricordi sulla sua pagina Facebook, anche loro increduli e affranti per la prematura scomparsa dell’ uomo. Un lutto che ha colpito molto chi lo conosceva ( e non solo), perchè Fabio era giovane e soprattutto era un padre di famiglia che voleva godersi la sua famiglia e la sua piccola bambina.
Fino ad oggi la salma è stata ospitata nella cappella del cimitero santacrocese di via del Castellare. Il funerale invece si svolgerà oggi nella chiesa di Santa Croce sull'Arno alle 16. Dopo le esequie la salma verrà cremata.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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