Il Tirreno

Empoli

Centinaia di precari beffati dai capricci del meteo

di Marco Pagli

Alla Sammontana 70 stagionali in meno a causa di piogge e basse temperature Rossi (Cgil): «Giù le assunzioni anche in ristoranti e agriturismi del circondario»

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EMPOLI. A peggiorare la situazione occupazionale della zona ci si è messo anche il meteo. Decine di stagionali, proprio a causa del ritardo della bella stagione, sono rimasti a casa o comunque hanno potuto lavorare solo per brevi periodi. Le piogge estive e le temperature quasi autunnali avvertite fino ad una settimana fa, insomma, non hanno rappresentato un incubo solo per i vacanzieri, ma anche e soprattutto per coloro che in vacanza non sarebbero andati e che avrebbero lavorato ben volentieri.

L’emblema di questa situazione è rappresentato dalla Sammontana, l’azienda leader nel settore dei gelati che quest’anno ha assunto oltre una cinquantina di stagionali in meno rispetto allo scorso anno. Ma grosse difficoltà si sono registrate anche in decine di altre piccole realtà, legate sia al turismo che a produzioni estive, le quali hanno offerto molte meno possibilità di lavoro. Ma partiamo proprio dalla Sammontana. Ogni anno, nello stabilimento dell’area artigianale di Pontorme, vengono assunti tra i 200 e i 250 lavoratori stagionali in vista dell’estate. Un ingresso scaglionato che parte dal mese di maggio e che si intensifica con l’avvicinarsi della stagione calda. «Purtroppo quest’anno il meteo è stato sfavorevole ad una produzione di questo tipo e di lavoro ce n’è stato meno – spiega Rossano Rossi (nella foto), segretario della Camera del Lavoro di Empoli – di conseguenza sono rimasti a casa tra i 50 e i 70 stagionali che avevano trovato posto negli anni scorsi. La stagione, insomma, ha potuto più della crisi in una realtà che rimane tra le poche in cui si continua a muovere qualcosa».

Ma non è tutto, visto che anche chi è stato assunto ha lavorato per un periodo più breve e in alcuni casi sono state imposte le ferie. «Generalmente nel corso dei mesi vengono rinnovati i contratti, specie per chi entra prima – continua – e si arriva a lavorare fino a Ferragosto. Nelle stagioni migliori, addirittura, molti continuavano anche a settembre. Purtroppo quest’anno solo pochissimi hanno superato la prima scadenza di contratto e i mesi lavorati sono passati da tre e oltre a non più di due, nella migliore delle ipotesi. Addirittura le basse temperature hanno frenato gli ordini a tal punto che chi è riuscito ad entrare ha dovuto rimanersene in ferie per alcuni giorni». Ma accanto ad una grossa realtà come la Sammontana, ce ne sono decine di piccole e piccolissime che hanno risentito del brutto tempo. «E’ il caso di molti agriturismi della zona, specie sulle colline di Vinci, Montespertoli e della Valdelsa – prosegue il segretario Cgil – che hanno lasciato a casa gran parte del personale che ogni anno cercavano in vista dell’arrivo di turisti. Così anche molte attività nel campo della ristorazione. Stessa cosa si può dire per le piscine, che hanno avuto un crollo dei flussi. Sul nostro territorio, inoltre, ci sono diverse aziende che producono etichette ed imballaggi per bibite, le quali con la stagione torrida incrementavano la produzione e che invece quest’anno si sono arrangiate senza assunzioni stagionali». Insomma, una vera e propria calamità naturale e quindi occupazionale. E anche chi, magari, ne può aver beneficiato non ha incrementato le assunzioni a termine. E’ il caso, ad esempio, della grande distribuzione che specialmente a luglio e nella prima parte di agosto ha in molti casi visto aumentare i flussi. «Non ci risulta che, a fonte di un aumento delle presenze in città sia per la mancanza di soldi delle famiglie sia per la brutta stagione – conclude Rossi – ci siano state più assunzioni nei supermercati della zona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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