Il Tirreno

Empoli

Masetti: la zona è sismica e non si fanno previsioni

Il delegato della Protezione civile per l’Unione: «L’attività c’è anche se è inferiore al Mugello o alla Garfagnana. Ma non è il caso di farsi prendere dalla paura»

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EMPOLI. «Nessuno può fare previsioni. L’unico consiglio che mi sento di dare ai cittadini è di seguire le norme comportamentali in caso di terremoto. D’altra parte questa è una zona sismica e un sisma può verificarsi in un qualsiasi momento». Paolo Masetti, geologo, sindaco di Montelupo e delegato dell’Unione dei Comuni è rimasto in contatto per tutta la giornata con la sala operativa della protezione civile di Firenze e poche decine di minuti dopo la scossa più forte, quella delle 15.47, tira un sospiro di sollievo: «Non ci sono danni a cose o persone, come era prevedibile con una magnitudo di 3.4. Al massimo possono verificarsi dei cedimenti nelle strutture fatiscenti». Tuttavia la scossa pomeridiana ha fatto esplodere la paura: «E questo è comprensibile: rispetto a quelli della mattina la magnitudo è passata da 2.4 a 3.4, ovvero trenta volte più forte. E poi il tutto è stato amplificato dal fatto che si è trattato di un terremoto piuttosto “superficiale”, visto che è stato rilevato a 9,5 chilometri di profondità».

Tuttavia non è il caso di farsi travolgere dal panico: «A chi chiede se è necessario dormire fuori, rispondo che allora bisognerebbe farlo tutto l’anno. Perché tutto l’Empolese Valdelsa è una zona sismica: l’attività c’è anche se inferiore rispetto per esempio a al Mugello, alla Garfagnana o alla Valtiberina. Ma nella maggior parte dei casi le scosse vengono rilevate dagli strumenti ma non percepite dalla gente». Nella classificazione sismica recentemente aggiornata dalla Regione Toscana, gli undici comuni del circondario sono inseriti in “zona sismica 3”, insieme ad altri 157; altri 95 sono in zona sismica “2” (ossia dove l’attività è ancora più eleveta), mentre 23 sono in zona “3”: «Insomma, non siamo nella fascia più alta, ma questo non significa che si possono escludere terremoti», seppur con cadenza decisamente dilatata.

Sul sito della Provincia di Firenze sono riportati i principali terremoti avvenuti sul territorio nel corso dei secoli, con la conferma che la maggior concentrazione di terremoti di forte intensità, in accordo con la maggior concentrazione di faglie attive, è nel Mugello. L’ultimo sisma di forte entità a Certaldo risale addirittura al 1768 (4.3 la magnitudo stimata).

Ma ciò che preoccupa in particolare i certaldesi, ma un po’ tutto l’Empolese Valdelsa è la frequenza ravvicinata delle scosse, causate da masse rocciose che si muovono in direzioni diverse, fino ad arrivare al punto di rottura: «Non è assolutamente il caso di farsi travolgere dal panico – spiega Masetti – è sufficiente prendere alcune precauzioni (vedi box in alto, ndr) per limitare i guai». (f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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