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Empoli

Non c’è posto all’ospedale, le cure saltano

Non c’è posto all’ospedale, le cure saltano

Protesta una paziente fucecchiese: «Ho fatto solo un’infiltrazione e poi non ho saputo più niente»

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FUCECCHIO. Dolori articolari, artrosi, la paziente ha bisogno di infiltrazioni per lenire il dolore e il gonfiore al ginocchio: la prima infiltrazione viene fatta al San Giuseppe di Empoli da un ortopedico. Le altre due, sempre su indicazione dello specialista, verranno fatte dopo quindici e dopo altri venti giorni. E qui si crea l'inghippo, perchè Alda Giannoni di Fucecchio lamenta di non riuscire a prendere un appuntamento per le due ulteriori "punture" al ginocchio. L'Asl 11, interpellata, ha fatto partire degli accertamenti per capire se le rivendicazioni della signora siano più che fondate, anche se precisa che le emergenze sono comunque sempre garantite.

Differente il discorso delle visite "programmate", visto che agosto è un mese da sempre critico e non solo per la suddetta azienda sanitaria. «Il mio calvario - racconta Giannoni - inizia a marzo, a causa del mio ginocchio sinistro, che mi provoca molto dolore e nella fase acuta anche difficoltà a camminare. Ho fatto un'ecografia ( a pagamento) e dopo anche i raggi x. Poi - visto che avevo prenotato la visita - mi sono recata all'ospedale di Empoli, dove mi è stata fatta un'infiltrazione di cortisone con l'indicazione di farne altre due ( e non di più) dopo quindici e venti giorni». «Mi sono recata all'accettazione ma mi hanno detto che non c'è posto, che si prenderanno in carico il mio caso. Al momento, però, non ho ricevuto nessuna chiamata. I giorni, però, nel frattempo passano».

Questo è ciò che emerge dal suo racconto. « Quello che non capisco - conclude la signora - è perchè mi sia stato detto di fare tre infiltrazioni quando dopo la prima la cura si è interrotta. A quel punto non aveva senso nemmeno farne una. Ho chiamato l'Urp tantissime volte ma per ora non hanno trovato un appuntamento per la mia visita. Spero che la situazione si possa risolvere quanto prima». Le rivendicazioni della donna fucecchiese 58enne finiscono qua. Dalla Asl, fanno intanto sapere che se si fosse trattato di un'emergenza sarebbero stati predisposti dei percorsi specifici per garantire le cure alla paziente. Per le visite programmate invece - a quanto si legge sul sito dell'Asl - i medici di famiglia, nel momento in cui prescrivono il tipo di esame da effettuare, hanno la possibilità di indicare nell’impegnativa la relativa “classe di priorità”, indicandola con le seguenti sigle: U=Urgente, B=Breve, D=Differibile e P=Programmabile. Nel caso in cui, nell’impegnativa, non venga indicata la priorità, l’operatore del Cup prenoterà la prestazione richiesta applicando la classe “P”, cioè programmabile senza limite di attesa.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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