Il Tirreno

Empoli

Ex Fanciullacci senza più amianto

di Filippo Cioni
Ex Fanciullacci senza più amianto

L’area è stata ripulita e messa in sicurezza eccetto che per la parte privata

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MONTELUPO. Si cominciano a profilare possibilità complete di recupero dell’area ex Ceramiche Fanciullacci a Montelupo, dismessa dagli anni '80. Attualmente il complesso di 10mila metri cubi in viale Umberto rimane il solo nodo critico a ridosso del centro storico e a pochi passi dalla villa dell'Ambrogiana. Ieri mattina un sopralluogo con i tecnici del comune e il sindaco Paolo Masetti, ha illustrato le opere di bonifica effettuate nell'intera zona. Dando un segnale preciso ai cittadini. La voglia del recupero c'è insomma, è concreta. Non è stato possibile per ora intervenire solo su un quarto dell'ecomostro in quanto ancora di proprietà della famiglia Fanciullacci. Per il resto il Comune (che ha acquistato la sua parte dieci anni fa sotto la giunta Montagni con una spesa di 650mila euro) nel giro di sei anni è riuscito a ripulire l'intera area dalle coperture in eternit sui tetti, e da tutto il materiale vecchio, compresi i macchinari della fabbrica, e nocivo che si trovava nei capannoni (che è stato classificato e smaltito). Sono stati puntellati gli infissi interni per scongiurare imminenti pericoli di crolli e rimosse due cisterne che contenevano del carburante. A questo punto la ex Fanciullacci non contiene più niente, è uno scheletro vuoto, ma resta comunque pericolante e le attenzioni si spostano sul possibile piano di recupero. «Per la bonifica sono stati spesi 130mila euro dei 250mila stanziati, il resto è a disposizione per ulteriori interventi - ha spiegato il responsabile del servizio assetto del territorio del Comune, l'architetto Riccardo Manetti - il prossimo passo sarà quello di capire come muoverci per ridare lustro all'intera zona. Nel 2010 la Soprintendenza ha escluso il sito dai beni di tipo culturale e quindi è anche possibile che già tra qualche mese la struttura possa essere demolita. L'ultima parola spetta alla Soprintendenza. Se il parere sarà positivo in questo senso, decideremo se passare all'azione. A nostro avviso demolire potrebbe essere la soluzione migliore. Ci permetterebbe a quel punto di bonificare anche il terreno e riprogettare da zero una nuova struttura». La demolizione costerebbe al Comune dai 50 ai 60mila euro. Si abbatterebbe del tutto un ecomostro che non rende giustizia al bellissimo parco dell'Ambrogiana e alla sua villa. (f.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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