Tossicodipendenze: sempre più giovani fanno uso di droghe
In genere sono uomini e hanno un’occupazione fissa La fotografia delle segnalazioni arrivate in Prefettura
EMPOLI. Giovani, sempre di più, uomini e italianissimi. In grandissima parte consumano hashish, ma cresce – specialmente nell’Empolese Valdelsa – l’uso di cocaina. Questo, il quadro sul consumo di stupefacenti in provincia e nel circondario basato sui numeri diffusi dalla Prefettura di Firenze.

Il report sull’attività del Nucleo operativo sulle tossicodipendenze fotografa la realtà del mondo della droga, portando alla luce aspetti diversi che danno un’idea precisa del fenomeno. Lo spunto viene fornito dai dati sulle segnalazioni effettuate dalle forze dell’ordine alla Prefettura e in seconda battuta – nei casi più gravi e specialmente con recidiva – ai vari Sert territoriali. I numeri sono di tutto rispetto, visto che le poco più di mille segnalazioni effettuate lo scorso anno nel territorio provinciale sono solo una piccolissima punta dell’iceberg che fa da preludio ad una realtà molto più grande. Da anni le segnalazioni si attestano sulle mille unità, un’evidenza che i redattori del report attribuiscono «all’entrata in vigore della legge 49/2006», la cosiddetta Fini-Giovanardi da pochi mesi giudicata incostituzionale e decaduta. A questo proposito va segnalato come l’apice della diminuzione di segnalazioni si sia verificato tra il 2005 e gli anni subito successivi, mentre negli ultimi sembra che il problema si stia riacutizzando.
Lo scenario. La situazione dell’empolese è una delle più preoccupanti. Tra tutte e undici le zone provinciali (che fanno capo ai Servizi per le tossicodipendenze), quella locale è le più alta per segnalazioni - 145 in totale – e anche quella con il primato sia per il consumo di cocaina (20 segnalazioni), sia per quello di eroina (15 segnalazioni). In ogni caso, come nel resto della provincia, il grosso delle segnalazioni riguarda il consumo di hashish per una percentuale che sfiora il 75% (109 segnalazioni).
I dati. Il report si sofferma anche sulle caratteristiche dei soggetti segnalati. Innanzitutto, l’annotazione più interessante riguarda l’età dei consumatori. La fascia più ampia è quella tra i 18 e i 25 anni: sono il 40%, tre punti in meno rispetto all’ultima rilevazione del 2001. Tuttavia, a far riflettere è l’incremento percentuale della fascia inferiore, cioè quella sotto i 18 anni, che passa dall’8% del 2011 all’11% dello scorso anno. La porzione restante se la spartiscono le altre fasce (26-30, 30-40 e over 40) in maniera pressoché omogenea, intorno al 16%. Nelle prime due fasce «troviamo la maggior parte dei consumatori di hashish e di altre sostanze – viene specificato – mentre le cosiddette sostanze pesanti sono detenute dagli ultra trentenni». Senza dimenticare che ciò se è vero per l’eroina, non altrettanto lo è per la cocaina che comunque sembra avere un mercato aperto anche tra i più giovani: nel 2013 c’è stato il 6% delle segnalazioni relative a quest’ultima sostanza nella fascia tra i 18 e i 25 anni.
Identikit. I consumatori sono prevalentemente uomini con una percentuale del 90%. Altro elemento di interesse è legato alla nazionalità: sui mille casi provinciali segnalati l’anno scorso, l’88% è italiano e solo il 12% riguarda stranieri (la maggior parte marocchini e albanesi). In ultima analisi l’aspetto occupazionale: «la maggior parte dei consumatori risulta essere stabilmente occupata (il 51%), ma stanno aumentando gli studenti che consumano stupefacenti, soprattutto di tipo leggero (arrivati al 30%)». Solo il 14% sono disoccupati.
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