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Cinema Boccaccio: ora spunta il “caso” della parete mobile

Cinema Boccaccio: ora spunta il “caso” della parete mobile

Per il Comune la rinuncia dopo l’ordine porterà all’indennizzo Rincara la dose, invece, Altrapolitica che parla di penali salate

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CERTALDO. Nessun giallo per il Comune sull'acquisto della parete mobile per il cinema Boccaccio.

Altrapolitica aveva contestato all'amministrazione comunale il fatto di dover pagare una penale per l'acquisto di questo accessorio, qualora non fosse ritirato.

Da palazzo civico, però, si taglia corto spiegando che la parete mobile era stata ordinata e ci sarà solo un indennizzo da pagare per alcune migliaia di euro. Altrapolitica però insiste; non parla di indennizzi ma di una vera e propria penale da pagare. Sarebbero altri euro che si andrebbero ad aggiungersi a un cantiere travagliato, con cambiamenti in corsa e stop ai lavori, come accadde nell'agosto 2012 quando la Riabitat ricevette la comunicazione che i pagamenti sarebbero arrivati agli inizi del 2013 per i vincoli del patto di stabilità.

La parete mobile è stata oggetto nelle scorse settimane di una lunga discussione istituzionale e politica. Fu proprio Mario Lorini, gestore del cinema Boccaccio a segnalare le problematiche di cantiere.

La situazione fu analizzata durante il sopralluogo del 7 luglio con il sindaco Cucini e tutte le forze politiche che ha avuto come oggetto la galleria del cinema, ovvero la sala piccola superiore da 120 posti circa, che era stata pensata con una parete mobile che consentisse sia di proiettare il cinema che di poterla aprire per creare un'unica grande sala teatrale insieme alla platea.

Dallo scambio di pareri avuto col futuro gestore del cinema è emerso che la proiezione dei film in galleria risulterebbe poco funzionale a causa della ridotta distanza tra spettatori e schermo, tanto che si perderebbero molti posti utili e questo penalizzerebbe l'intera attività cinematografica, che dovrà essere il motore trainante di tutto lo spazio.

Da qui l'ipotesi messa in campo, per poter sfruttare al massimo il potenziale cinematografico dello spazio: rinunciare alla parete mobile, ancora non acquistata dal Comune, e prolungare la galleria con un solaio nel quale inserire lo schermo. Si sfrutterebbero così al massimo i 120 posti di galleria per il cinema, lasciando la doppia possibilità di fare cinema e teatro alla platea (270 posti circa) ma rinunciando alla possibilità di unire le due sale.

Ipotesi di progetto che adesso sarà all'attenzione di due professionisti di Padova che hanno ricevuto un incarico da 25mila euro. Intanto, in attesa del nuovo progetto e dei costi economici, slitta ancora l'apertura del cinema: improbabile la fine del 2014, più ottimistico pensare per i primi mesi del 2015.

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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