Sicurezza
Al via la riscossione soft per diecimila mini-ruoli
Si lavora per portare fuori dall’orbita coattiva i debiti al di sotto dei duemila euro Il primo passaggio sarà una comunicazione telefonica, poi scatterà l’invito bonario
EMPOLI. Il primo compito, e anche il più difficile, del nuovo direttore empolese dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, sembra essere entrato nel vivo: togliere la bava alla bocca del Fisco dall'immaginario dei contribuenti. E dare anche un’organizzazione diversa al meccanismo di riscossione.
Il passo che sta per compiersi – in attesa di una riforma che trasformi definitivamente Equitalia – rappresenta un segnale forte in questo senso: portare i debiti fino a 2mila euro fuori dall'orbita della riscossione coattiva. Niente più cartelle esattoriali e ganasce fiscali e largo invece agli avvisi verbali e agli inviti bonari. Un cambio di scenario, insomma, di cui potranno beneficiare migliaia di contribuenti morosi nell'Empolese Valdelsa.
Ma allo stesso tempo una misura sicuramente più equa rispetto alla brusca marcia indietro intrapresa dalla Finanziaria dello scorso anno, che prevedeva l'annullamento di tutte le cartelle con debiti fino a duemila euro fino al 1999. Una misura questa che, tra l'altro, aveva fatto perdere risorse importanti alle amministrazioni del territorio. Non è facile quantificare le cartelle “minori” nel circondario, che potrebbero rientrare nel nuovo profilo ideato da Governo ed Entrate. Sicuramente almeno diecimila ruoli, vista la mole di debiti che si stanno accumulando anno dopo anno ad un ritmo sempre più serrato. Alcuni dati possono dare un'idea più precisa della situazione.
Nel 2012 in tre dei comuni principali del nostro circondario Empolese Valdelsa – in particolare Empoli, Fucecchio e Certaldo – erano state inviate oltre tremila cartelle relative all'Ici nel periodo tra il 2007 e il 2011. Mentre lo scorso anno solo ad Empoli l'Ufficio comunale dei tributi aveva censito ben 2.600 debitori esclusivamente per quanto attiene ai tributi locali (come per esempio le imposte Imu, Ici, Tia e Tares).
E la maggior parte di essi rientrerebbero tra i “mini-ruoli” dal momento che questi locali rappresentano circa il 70% di quelli totali, almeno per quanto riguarda le amministrazioni comunali. Basti pensare che in media le somme iscritte a ruolo dai comuni ammontano a 330 euro. La nuova proposta, in queste settimane al vaglio delle commissioni parlamentari, potrebbe diventare realtà a breve.
In sostanza, verrà rivoluzionato l'istituto della riscossione coattiva della somme iscritte che sono iscritte a ruolo con l'introduzione di una specie di “mini-ruolo” destinato alle piccole somme, che avrà un approccio decisamente meno pesante. Addirittura il primo passaggio dovrebbe essere una comunicazione telefonica, in pieno stile call center. Quindi, si passerà agli inviti bonari al pagamento di quanto dovuto. E poi, solo se le maniere soft non avranno sortito l'effetto sperato, verranno mostrati i muscoli con l'invio della cartella e le procedure esecutive della riscossione. L'approccio più leggero imposto agli esattori pubblici, d'altronde, non è una novità.
Oltre alla sanatoria che abbiamo ricordata sopra sui piccoli debiti contratti fino al 1999, è stata solo una tappa che si è aggiunta all'ampliamento dei tempi di rateizzazione fino a dieci anni, la non pignorabilità della prima casa e un maggior riguardo sui prelievi forzosi da pensioni, stipendi e beni strumentali di impresa.
L'introduzione dei “mini-ruoli”, come accennato, dovrebbe preludere ad una riforma più vasta di Equitalia, che però potrebbe vedere la luce solo ad autunno inoltrato. Dopo che è stata bocciata la proposta di una sua cancellazione nei giorni scorsi, si sta lavorando ad una nuova veste della società esattoriale dello Stato, magari scorporata dal controllo dell'Agenzia dell Entrate per evitare conflitti di interesse.
Mentre a livello territoriale potrebbe essere creata una divisione enti locali che riesca ad incrociare meglio i dati nelle varie banche e a collaborare con le amministrazioni.
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