La manifestazione
Un comitato per la 429 con Cna e Confesercenti
Ne faranno parte anche i cittadini che vivono lungo il tracciato Lo scopo è quello di controllare che non ci siano ennesimi ritardi nei lavori
EMPOLI. L’esasperazione e la rabbia per un’opera di vitale importanza che ha subito un altro brutto arresto si trasformano in un comitato. Ieri sera, nella sede della Cna, si è svolta una riunione per dare la gambe a un vero e proprio organismo in aiuto della 429 bis. Un supporto per fare in modo che non ci siano nuovi ritardi nelle opere della ormai famosa strada dopo il commissariamento e lo stop ai lavori portati avanti dalla Salini.
Questo comitato, che sarà a tutti gli effetti formale e registrato, sarà costituito dai residenti delle frazioni che si trovano lungo il percorso tra Empoli e Castelfiorentino, Brusciana, S. Andrea, Fontanella, Granaiolo, che più sentono le difficoltà legate a questo cantiere che ha totalizzato quattro anni di ritardo. Oltre ai singoli cittadini ci saranno due associazioni di categoria, Cna e Confesercenti. E senza comunque l’apporto dell’amministrazione comunale.
Si tratta di un’azione mirata a controllare i vari passaggi che si dovranno affrontare dopo la nomina del commissario da parte della Regione e poi della nuova assegnazione dell’appalto. Un comitato dunque che serva contro i ritardi, che abbia una sede lungo la nuova 429.
La situazione si è fatta di nuovo complicata dopo lo stop ai lavori conseguente alla sospensione del contratto deciso dal collegio di vigilanza. Martedì scorso infatti sono ufficialmente stati bloccati i lavori. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che nell'ultimo anno e mezzo i lavori hanno fatto pochissimi avanzamenti e la strada doveva essere già aperta a maggio per quanto riguarda il pezzo da Empoli a Brusciana. A fine anno addirittura avrebbe dovuto essere tutta fruibile. Tra l'altro, aspetto determinante, la strada doveva essere pronta già quattro anni fa.
Da qui la decisione del collegio di vigilanza di ripartire con un nuovo appalto dopo il commissariamento da parte della Regione Toscana. Anche perché alla fine dei lavori manca ormai pochissimo, siamo all'90% della realizzazione dell'intero appalto. Ma sullo sprint, ormai a fine corsa, l'andamento dei lavori si è bloccato.
Una vicenda tipicamente italiana dove i ritardi, le procedure complicate e intricate hanno fatto fino dall'inizio le protagoniste.
Il lavoro è partito nel 2007 ed è stato costellato da ritardi per la bonifica degli ordigni bellici e una normativa del governo Monti che impediva il passaggio all'impresa che si era aggiudicata l'appalto dei terreni già regolarmente espropriati e su cui si doveva iniziare a lavorare. Poi la Provincia e la Regione (che hanno finanziato l'opera) hanno più volte «ricontrattato il cronoprogramma dei lavori. Da qui la decisione del collegio di vigilanza (con Regione, Provincia di Firenze e di Siena, Comuni ) di non aspettare oltre.
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