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UNA GIOVANE EMPOLESE

Coltiva il sogno di bambina e diventa astronoma

Coltiva il sogno di bambina e diventa astronoma

EMPOLI. Da un sogno fatto a soli cinque anni all’essere una delle poche astronome donna del mondo il passo è stato piuttosto breve per l’empolese 35enne Daria Guidetti la quale, malgrado studi...

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EMPOLI. Da un sogno fatto a soli cinque anni all’essere una delle poche astronome donna del mondo il passo è stato piuttosto breve per l’empolese 35enne Daria Guidetti la quale, malgrado studi galassie lontane centinaia di anni luce da noi, ha coltivato il suo sogno di bambina finché non è diventata ufficialmente una radioastronoma extragalattica (branchia assolutamente di nicchia dell’astronomia mondiale).

L’universo le stelle e le costellazioni vengono indagate e scrutate dagli osservatori dalla notte dei tempi e tutti, almeno una volta nella vita, hanno alzato il naso al cielo chiedendosi cosa ci fosse lassù e come si era formato l’universo. «La mia passione è nata tutta da un sogno molto semplice che feci quando avevo 5 anni - dice sorridendo Daria Guidetti - sognai lo spazio ed i vari pianeti e da quel momento mi sono incuriosita così tanto che avevo già chiara l’idea di scoprire e capire cosa succedesse nel cielo». Da quel fatico sogno la vita di Daria ha sempre avuto come passione viscerale e trainante quella dell’astronomia, tanto da laurearsi in astronomia nel 2007 a Bologna, dove tutt’ora lavora presso l’ostituto di Radioastronomia. Poi ha passato due anni e mezzo della sua vita in Germania presso l’Osservatorio Europeo dopo aver vinto un bando di dottorato e nel 2012, la sua tesi di dottorato in radioastronomia sui campi magnetici nell’universo le ha fatto vincere l’ambito premio nazionale “Ferraro”.

La sua professione, nello specifico, consiste nel trasformare onde radio in immagini utilizzando dispositivi speciali, quasi tutti situati in Inghilterra e New Mexico. Un lavoro assolutamente affascinante e particolare quello di Daria, e troppo spesso considerato non adatto al mondo femminile. In realtà questa giovane astronoma è pronta a smentire lo stereotipo: malgrado il mondo astronomico si tinga molto poco di tinte rosa, dice con strema tranquillità che «è una lavoro che ti premette di gestire tutto, dal lavoro stesso all’avere una famiglia. Ho un bimbo piccolo e non ho problemi a giostrarmi tra lui e il mio lavoro malgrado debba spesso viaggiare».

Chiara Capezzuoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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