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Tre i centisti Enriques ma solo all’alberghiero

Tre i centisti Enriques ma solo all’alberghiero

CASTELFIORENTINO. Non lo scientifico, non ragioneria: è il professionale alberghiero la scuola dove si prendono i voti più alti a Castelfiorentino. Dall’esame di maturità dell’istituto Enriques,...

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CASTELFIORENTINO. Non lo scientifico, non ragioneria: è il professionale alberghiero la scuola dove si prendono i voti più alti a Castelfiorentino. Dall’esame di maturità dell’istituto Enriques, infatti, sono usciti tre centisti: tutti studenti di cucina e ristorazione. Ma come è stato ottenuto questo risultato? «Mi aspettavo un punteggio compreso tra 85 e 90 – racconta Valentina Grassini della 5D – poi, dopo aver visto il voto alto degli scritti e aver sostenuto un buon orale, ho iniziato a sperare nel cento, e sono molto contenta di aver raggiunto questo obiettivo». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giulio Neri, 5C: «In base al lavoro svolto negli anni passati mi aspettavo un voto alto. Certo, non avrei mai sperato di arrivare al massimo». Appare soddisfatto anche Matteo Farina, promosso con 100 e lode, compagno di classe di Giulio.

Dopo l vacanze, i tre studenti si troveranno a dover decidere della loro vita futura. Spesso da un professionale ci si immette nel mondo del lavoro, ma con voti così alti c’è chi pensa a continuare la propria formazione: «Sto considerando l’idea di iscrivermi all’università – rivela Valentina – pensavo alla laurea in economia. Mi piacerebbe molto lavorare nell’ambito della sostenibilità ambientale ma questo mio sogno nasconde anche una paura: quella di non riuscire ad entrare nel mercato del lavoro». «La mia più grande aspirazione – svela Matteo – è quella di entrare nell’arma dei Carabinieri passando per l’Accademia. Certo non è un’impresa facile, dato che i posti sono molto limitati. In alternativa sarebbe molto interessante poter diventare un criminologo, così da raggiungere lo stesso ambito di lavoro». «Devo ammettere – continua il ragazzo – che nonostante mi stia già dando da fare, spesso ho paura di non riuscire a realizzare il mio sogno. Ma subito penso che è meglio fallire che stare poi con il rimorso di non averci provato, per paura di non farcela. La cucina rimane una grande passione, ma non è la cosa per cui vorrei spendere la mia vita». È di diverso parere Giulio, che rimane fedele all’indirizzo scelto cinque anni fa: «Il mio desiderio più grande è quello di apprendere i segreti della cucina, per poter aprire un vero ristorante di cucina italiana all’estero».

Tommaso Rigoli

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