Il Tirreno

Empoli

Controlli nelle agenzie immobiliari Nel mirino l’evasione dei contributi

di Filippo Cioni
Controlli nelle agenzie immobiliari Nel mirino l’evasione dei contributi

Ispezioni al via dal primo agosto da parte dell’Enasarco per verificare le posizioni dei collaboratori che lavorano in un centinaio di imprese. Confcommercio: «Sarà possibile fare una sanatoria»

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EMPOLI. Tolleranza zero dal primo di agosto per le agenzie immobiliari che usufruiscono di collaboratori senza l'abilitazione come mediatori. Ad inizio del prossimo mese scatteranno anche nel territorio dell'Empolese Valdelsa i controlli di Enasarco, l'ente previdenziale degli agenti di commercio, sulle imprese mediatrici di affitti e compravendite. Quelle a rischiare delle sanzioni nell'Empolese Valdelsa sono almeno ottanta. Verrà esaminata la situazione dei collaboratori delle agenzie e quelli non abilitati al ruolo di mediatore verranno considerati in tutto e per tutto agenti di commercio. In quanto tali gli verrà chiesto di fornire la prova dell'iscrizione alla previdenza Enasarco.

Se non c'è, e quindi non sono stati versati i contributi pensionistici, aggiuntivi rispetto all'Inps, il titolare dell'agenzia dovrà sostenere una multa salata. Con l'obbligo di pagare fino a 5 anni di contributi arretrati in base a quanto tempo il collaboratore è stato a suo fianco.

Ottanta a rischio. «Saranno prese in considerazione solo le agenzie immobiliari che hanno dipendenti o presunti tali, già questo deve essere chiaro - spiega Simone Beni, presidente del comitato provinciale di Firenze della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) - nell'Empolese Valdelsa risultano in generale almeno un'ottantina di agenzie con questa caratteristica e che potranno essere sottoposte a verifica. Un terzo di esse sono anche iscritte alla Fiaip. A Empoli ne abbiamo cinque, due a Vinci, due a Montespertoli, quattro a Castelfiorentino, una a Montaione, due a Gambassi, sei a Certaldo, tre a Cerreto Guidi e due a Fucecchio e Capraia e Limite. La maggior parte dei nostri associati nella provincia di Firenze non hanno dipendenti ma uno o più titolari, dunque le loro attività non saranno prese in esame e non rientrano nell'elenco».

La campagna. L’iniziativa della Fondazione Enasarco per la regolarizzazione dei collaboratori delle imprese immobiliari ha scatenato un forte dibattito nella categoria. Dibattito che è arrivato nei giorni scorsi anche sui banchi del Parlamento. Ha portato di fatto sanzioni durissime per contributi pensionistici mai versati già in alcune città italiane. E anche gli stessi collaboratori hanno promosso cause nei vari tribunali del lavoro vincendo molto spesso. A finire nel mirino di Enasarco, scrive una circolare dell'associazione di categoria Fimaa Confcommercio, “è il collaboratore non abilitato all'attività di mediazione che è considerato agente di commercio, così come confermato dalla più recente giurisprudenza, in quanto promuove i servizi dell'agenzia immobiliare ed è soggettabile al regime previdenziale dell'Enasarco”. In realtà l'ente ha messo nel mirino anche i mediatori abilitati ma su questo si attende un parere più chiaro del Ministero del Lavoro. La Fiaip per esempio ritiene illegittima questa campagna di controlli e contesta la possibilità che Enasarco prosegua nella propria attività di verifica. Attività che però, come annunciato dall'ente, inizierà dal primo agosto.

I contributi richiesti. Il collaboratore, se è un agente monomandatario, deve vedersi riconosciuto un contributo Enasarco che va da un minimo di 834 euro a un massimo di 4.970 euro all'anno; se plurimandatario da un minimo di 417 euro ad un massimo di 3.266 euro. Le cifre sono riferite al 2014.

Cosa si rischia. Se la persona sottoposta a verifica non è iscritta alla previdenza degli agenti di commercio scattano le sanzioni. Con l'obbligo di versare gli importi dovuti per la pensione per l'intero periodo in cui l'interessato ha prestato la propria opera in agenzia. Fino ad un massimo di cinque anni di arretrati. Ancora peggio in caso di abusivismo totale. Ma in questo caso subentrano altri fattori, come il "nero" e una possibile verifica di natura fiscale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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