Gioco
Rientro in casa in autunno per le famiglie di Giannini
Quattro mesi fa venne firmata l’ordinanza di evacuazione da parte del sindaco perché era in corso una frana lungo l’Arno. Solo un nucleo non ha rispettato le disposizioni dell’amministrazione
CERRETO GUIDI. Sono passati quasi quattro mesi da quel fatidico 27 marzo, quando quattro famiglie - per un totale di nove persone - furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in via Giannini a Bassa, perchè queste stavano collassando su se stesse a causa della piena dell'Arno dello scorso quindici febbraio, con un fronte franoso che andava sempre più allargandosi, per la disperazione dei residenti. Marciapiedi schiantati, case piene di crepe, alberi crollati, immobili che davano segni inequivocabili di movimento. Per questo il sindaco di allora Carlo Tempesti decise di evacuare i residenti per capire meglio cosa stava succedendo in quest'area al confine con l'Arno. Oggi - purtroppo per queste famiglie - non è ancora arrivato il momento di tornare, perchè i lavori non sono ancora terminati. Si tratta di lavori massicci di consolidamento dell'argine attorno alle case più a rischio, realizzati tramite armature di ferro riempite con cemento che vengono inserite in verticale nell'argine stesso. A tali armature verrà aggiunta una massiccia trave in superficie a cui verranno ancorati dei tiranti in acciaio, che agiranno come delle radici, nel senso che terranno ferma la terra dell'argine che stava portando con sé anche le abitazioni. Gli operai sono ancora al lavoro e presumibilmente lo saranno fino a settembre inoltrato. Oggi sono - più o meno - al 40% della "missione". Trivelle, ruspe, betoniere e non solo continuano ad avvicendarsi a Giannini, sul cui sfondo si vedono le decine di armature in ferro che costituiranno le nuove fondamenta dall'argine. Nel frattempo i residenti evacuati sono stati costretti a sistemarsi in maniera alternativa, col sostegno economico dell'amministrazione comunale. Se nei primi giorni dell'emergenza - per spiegarlo ai più piccoli - si parlava di qualche giorno di "gita fuori porta", oggi è chiaro quanto Giannini abbia bisogno d'un importante opera di consolidamento, affinché non si ripresentino situazioni del genere. Non resterebbe, quindi, che aspettare. Rimane soltanto un "dettaglio": una famiglia che ancora vive in una delle case off-limits, non rispettando l'ordinanza di evacuazione firmata dall'ex sindaco Tempesti. Si tratta evidentemente di persone che hanno deciso di rimanere nella loro casa nonostante l'ordine d'evacuazione.
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