Il Tirreno

Empoli

Chiude la centrale gli infermieri del 118 sul piede di guerra

di Filippo Cioni
Chiude la centrale gli infermieri del 118 sul piede di guerra

Porta (Nursind): «Snobbati dalla Regione, ora vogliamo chiarezza sul nostro futuro. Altrimenti scatterà la protesta»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. «Siamo i diretti interessati ma la Regione non ci ha mai interpellati seriamente. Vogliamo chiarezza sul nostro futuro». Deciso, senza fronzoli, il segretario aziendale del Nursind empolese, Paolo Porta, va subito al sodo difendendo i diritti degli infermieri specialisti dell’emergenza urgenza dell’Asl 11. Pronti anche ad azioni forti se la Regione non si siederà ad un tavolo con loro e gli altri colleghi toscani per fare chiarezza su cosa comporterà la riorganizzazione delle centrali del 118 a livello regionale. Ormai è una certezza che la centrale di Empoli, una di quelle più nuove e all’avanguardia, non esisterà più.

Il piano della Regione prevede una fase di transizione che porterà le 12 centrali toscane a sei entro la fine del 2014, due per ogni area vasta, e poi a tre per dicembre del 2016. La centrale empolese sarà di fatto accorpata con Pistoia già alla fine di quest’anno. Lo dicono le disposizioni dell’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni che non ne fa una questione economica, bensì parla di un grande investimento per migliorare la qualità del servizio, la salute e la sicurezza dei cittadini toscani. E’ però una decisione che preoccupa, e non poco, i diretti interessati.

«Rappresento la voce di circa 50 infermieri altamente specializzati – spiega Paolo Porta – preoccupati per il loro futuro. Penso per esempio agli operatori della centrale che possiedono la stessa, eccellente, formazione degli infermieri sui mezzi di soccorso e non sanno ancora dove andranno. Noi ci auspichiamo che queste competenze non vengano disperse e che magari questi colleghi possano essere riassorbiti sui mezzi. Un punto sul quale intendiamo batterci è proprio questo: il fatto che il riassetto delle centrali potenzi i mezzi a disposizione sul territorio, in particolar modo le ambulanze India con l’infermiere specializzato». Con la riconfigurazione territoriale delle centrali 118, Pistoia dovrà gestire le emergenze anche sul territorio dell’Asl 11 (Empolese Valdelsa e Valdarno), un bacino potenziale di 530mila cittadini. «Chi chiederà aiuto da Empoli parlerà con un operatore di Pistoia, la centrale del San Giuseppe sarà chiusa. Oggi grazie ai sistemi informatizzati presenti su automediche e ambulanze non c’è il rischio di ritardi nell’intervento. Il punto è un altro: la speranza che il personale venga ridistribuito, si aumentino i mezzi a disposizione e gli venga garantito ancora un lavoro. La delibera regionale del 30 giugno però non ci dà garanzie in questo senso. Si parla poco o nulla di noi infermieri. Vogliamo certezze e capire cosa cambierà per gli addetti ai lavori». Il Nursind regionale ha chiesto un incontro con Marroni: «Abbiamo il diritto di essere ascoltati – tuona Porta – perché siamo i diretti interessati da questo cambiamento. Proponiamo anche un tavolo di incontro coi colleghi di Pistoia che vivono la nostra stessa situazione e con l’Asl 11 ci stiamo impegnando a fondo perché a Empoli resti almeno attiva la formazione dell’emergenza urgenza che è un nostro fiore all’occhiello, riconosciuto da tutti». Il Nursind non esclude proteste di massa anche nella nostra area se non verranno date risposte chiare e concrete ai lavoratori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web