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Un report su 100 giovani per combattere droga e disagio

CASTELFIORENTINO. Conoscere da vicino il mondo dei giovani, partendo dai "gruppi informali" che si formano spontaneamente nelle strade, nei bar, nelle aree a verde, in tutti i luoghi possibili dove...

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CASTELFIORENTINO. Conoscere da vicino il mondo dei giovani, partendo dai "gruppi informali" che si formano spontaneamente nelle strade, nei bar, nelle aree a verde, in tutti i luoghi possibili dove si svolge una qualsiasi forma di aggregazione. Con un duplice obiettivo: ascoltare le loro esigenze e prevenire le situazioni di disagio, che talora possono dar vita a problemi e criticità anche molto serie.

E' con questo spirito che un team formato da 4 operatori del CIAF (2 "operatori di strada" e gli altri due con funzioni di coordinamento e supervisione) ha lavorato per sei mesi a stretto contatto con un centinaio di giovani di Castelfiorentino (età compresa fra i 12 e i 18 anni) andandoli a cercare nei "gruppi informali" che si sono costituiti in diverse aree del capoluogo e nelle frazioni.

Il lavoro svolto dagli operatori è il risultato di un progetto promosso dal Ciaf (Centro infanzia adolescenza e famiglia, in gestione all'associazione Cetra) e le conclusioni dell'indagine sono contenute in un report finale consegnato all'amministrazione comunale di Castelfiorentino e al responsabile minorenni dell'Asl 11.

L'analisi effettuata ha consentito di generare per la prima volta una mappa delle criticità che sono presenti sul territorio: «Ci troviamo davanti - sottolinea l'assessore Marco Cappellini - ad uno spaccato molto chiaro e preciso di ciò che c'è e di quello che dobbiamo fare. Era basilare conoscere usi e abitudini dei ragazzi, in modo da poter cercare, fin da adesso, di andare incontro a richieste ed esigenze che i giovani manifestano, al fine di prevenire situazioni di disagio, peraltro abbastanza diffuse alla loro età. «Quest'attività di monitoraggio ha fatto emergere luci e ombre: se da una parte abbiamo infatti rilevato delle criticità serie e devianti, dall'altra abbiamo anche notato una buona attività di recupero e reinserimento di questi ragazzi nel tessuto sociale. Obiettivo primario di questo progetto, che proseguiremo anche nei prossimi mesi, è quello di rafforzare l'azione di contrasto a tutte le situazioni di disagio che possono sfociare in comportamenti negativi, quali ad esempio la dispersione scolastica o l'uso di sostanze illegali. Gli operatori del Ciaf sono riusciti in questi mesi a instaurare con un centinaio di ragazzi un rapporto di fiducia, che rappresenta per noi un canale prezioso per interpretare al meglio le loro istanze e modulare le risposte più adatte ai loro reali bisogni».

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