Sicurezza
Nasce il polo formativo della moda per “sfornare” operai specializzati
Patto tra enti pubblici, istituti superiori e privati per preparare gli studenti al mondo del lavoro L’assessore Donnini: «Gli stage spesso sono un flop così avvicineremo domanda e offerta»
EMPOLI. Un polo formativo in grado di favorire l’occupazione dei giovani che escono dal mondo delle scuola e allo stesso tempo andare incontro alle esigenze delle imprese. Che troppo spesso non riescono a reperire sul mercato del lavoro le figure specializzate.
Insomma, chi finisce gli studi superiori troppo spesso non ha acquisito la preparazione necessaria per entrare nel mondo del lavoro, che però allo stesso tempo avrebbe bisogno di forze fresche e preparate. Una lacuna che sarà colmata – o almeno questo è l’obiettivo – dal Pro.Mo il nuovo polo formativo per il settore della moda, la cui nascita sarà sancita nel corso della prossima settimana, con la firma dell’atto costitutivo davanti a un notaio.
Capofila del progetto è l’istituto Cattaneo di San Miniato, ma nella “squadra” di Promozione Moda ci sono tra gli altri anche il Comune di Fucecchio, l’istituto superiore Checchi (con l’indirizzo Moda), il Polo Tecnologico conciario, l’associazione conciatori, alcune aziende del territorio e la Regione Toscana, con quest’ultima che di fatto ha lanciato il progetto. L’ente guidato da Enrico Rossi nei mesi scorsi aveva pubblicato un avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse alla costituzione dei poli tecnico-professionali. E dalla filiera della moda è arrivata la candidatura. «Da tempo come amministrazione comunale – spiega il vicesindaco di Fucecchio, Emma Donnini – eravamo alla ricerca di una soluzione in questo senso. Perché le aziende lamentano difficoltà nel reperire personale con competenze tali da poter essere rapidamente inserito nel mondo del lavoro».
Una carenza che è emersa anche nell’ambito di Piazza Lavoro, il progetto dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa, nato per creare un confronto e una collaborazione sui temi del lavoro e della formazione tra le amministrazioni pubbliche, le aziende, i professionisti e gli studenti, con l’obiettivo di individuare buone prassi di intervento e sinergie che favoriscano una rete di opportunità e di supporto all’orientamento, alla formazione e all’inserimento lavorativo dei giovani.
Molto spesso gli stage effettuati con la formula tradizionale si rivelano dei flop sia dal punto di vista degli studenti, che non imparano, sia da quello delle imprese, che non riescono a formare adeguatamente i ragazzi: «Anche perché molto dipende dal periodo in cui vengono svolti. E talvolta gli stagisti finiscono per fare fotocopie... Ma anche le “lezioni” svolte direttamente all’interno delle scuole non danno risultati sufficienti».
E allora ecco l’idea di far trovare azienda (che metterà a disposizione le risorse umane e strumentali) e studenti “in campo neutro”: «Almeno nella fase iniziale – spiega Donnini – saranno utilizzati per esempio i laboratori già esistenti di Po.Te.Co, ma il nostro obiettivo è arrivare ad avere un’altra sede del genere anche a Fucecchio. È necessario avere strutture attrezzate per far capire agli studenti quali sono tutti i processi di lavorazione, che partono dalla pelle grezza e arrivano alla calzatura finita». Contemporaneamente si lavorerà anche sul fronte della ricerca e dell’innovazione, dal campo dei materiali a quello dei prodotti utilizzati nella lavorazione.
«Per il momento sono due le società fucecchiesi che hanno aderito ma – assicura l’assessore alla formazione professionale – lavoreremo per coinvolgerne altre, perché crediamo molto nel progetto e siamo convinti che attraverso una sinergia coi privati si potranno ottenere risultati importanti in termini occupazionali».
Nei prossimi mesi saranno messi a punto i progetti nel dettaglio (che dovrebbero ricevere finanziamenti europei), con l’obiettivo di far decollare l’operazione già nel corso del prossimo anno scolastico.
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