Il dolore
La riorganizzazione fa scoppiare la lite giunta-dipendenti
VINCI. La nuova giunta guidata da Torchia ridisegna la pianta organica del Comune di Vinci. E i dipendenti si ribellano: minacciano l’immediato blocco degli straordinari, mettendo in dubbio la firma...
VINCI. La nuova giunta guidata da Torchia ridisegna la pianta organica del Comune di Vinci. E i dipendenti si ribellano: minacciano l’immediato blocco degli straordinari, mettendo in dubbio la firma dell’accordo decentrato. Con il decesso di Romano Nanni e il pensionamento di Anna Interlandi, i dirigenti sono scesi da 4 a 2, Claudia Peruzzi e Claudio Benelli, entrambi dipendenti comunali con la qualifica dirigenziale. Con la nuova pianta organica diventeranno tre entro la fine del 2014 (con un nuovo responsabile della cultura, settore strategico per Vinci); ma l’amministrazione si è anche riservata la possibilità di portarli a 5 nel prossimo triennio, vincoli permettendo. «Contemporaneamente – scrive la rsu – è prevista la soppressione di due profili professionali, in particolare un giardiniere ed un idraulico part-time al 55%. Questa scelta aumenterà i costi o ridurrà il livello dei servizi, attraverso le esternalizzazioni. La nostra contrarietà è stata liquidata con una semplice informazione preventiva. Implementare le dirigenze a livello di singolo ente ci sembra una scelta miope, a fronte del percorso intrapreso dall'Unione dei Comuni, in cui le giuste sinergie dovrebbero far convergere funzioni e responsabilità future: si è scelto invece di perseverare ed aggravare l’eccesso evidente di dirigenze che furono volute dal sindaco precedente quando di norma in Toscana e in Italia i comuni sotto i 20.000 abitanti non hanno dirigenti e si organizzano molto bene con funzionari a cui viene affidata la posizione organizzativa, che possono percepire 15.000 euro in più all’anno oltre allo stipendio normale ma con un costo per l’amministrazione di circa 20.000 euro in meno per ciascuna dirigenza. Il Comune di Montespertoli, per esempio, riesce ad operare con le modalità da noi auspicate, ossia senza dirigenze ma solo con posizioni organizzative». La fase transitoria vedrà un mix tra dirigenti e posizioni organizzative, i cui compensi nei Comuni con dirigenza gravano interamente sul fondo incentivante già esiguo (circa 300 euro a testa all’anno), distribuiti dai responsabili apicali in base all’impegno sul lavoro».
Ma il sindaco Giuseppe Torchia non ci sta: «Abbiamo riorganizzato con razionalità la pianta organica per rendere la macchina comunale più efficiente a costi inferiori».
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