Il Tirreno

Empoli

Bart, il cane triste abbandonato con una lettera

di Filippo Cioni
Bart, il cane triste abbandonato con una lettera

I padroni lo lasciano davanti al canile: nella nuova casa non c’è posto per lui

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EMPOLI. Dieci giorni sono bastati perché al canile Arca di Empoli, Bart diventasse una mascotte da coccolare. Tra i volontari vige la legge morale che tutti i cani sono uguali e tutti meritano la stessa attenzione. Ma Bart, meticcio di circa 7 anni, ha una storia troppo particolare, da libro cuore dei cani, perché non gli venga riservata qualche crocchetta e qualche abbraccio in più.

bart

A inizio luglio gli ex padroni lo hanno abbandonato davanti al canile, legato al cancello coi suoi giocattoli, i croccantini che amava e le sue ciotole per bere. E sulla sua coperta una breve lettera scritta come se fosse stato Bart stesso a dettarla: «Ho cambiato casa, i miei padroni non possono più portarmi con loro perché si trasferiscono all'estero. Sono un cane bravo e giocherellone, prendetevi cura di me». Invece che abbandonarlo su una strada, chi ha scritto quel pezzo di carta si è sentito meno in colpa a lasciarlo alle 7 di mattina legato ad un cancello.

La lettera con cui si chiede di prendersi cura di Bart

lettera

Una famiglia che ha cambiato casa e per Bart non aveva più posto, un fenomeno purtroppo in aumento, anche perché i nuovi appartamenti sono sempre più piccoli rispetto al passato. «Quando un animale viene abbandonato è sempre un trauma - dice Cristina Bagni, volontaria del canile di Empoli che oggi ospita 150 amici a 4 zampe - un cane che vede allontanarsi i padroni può restare traumatizzato per sempre. Bart è buono e affettuoso ma tende ad isolarsi, nei suoi occhi c'è tristezza. Lanciamo un appello perché venga adottato».

VIDEO / LA STORIA DI BARTBart, pelo raso bianco e nero, ha uno sguardo simpatico e un'andatura saltellante che fa intenerire. «È affetto da una forte artrosi - spiega Cristina - e non sappiamo ancora se sarà possibile operarlo».

In 20 anni al canile di Empoli una storia come quella di Bart è accaduta soltanto un’altra volta. «È raro che un cane sia lasciato legato al cancello - spiega la direttrice Teresa Palvarini - Quando l’abbiamo visto ci è preso un nodo al cuore. La sua storia serve per lanciare un appello alle famiglie che stanno pensando di abbandonare un animale. Chiamateci: siamo in grado di conoscere l'animale e trovargli una famiglia. In modo che il distacco sia il più indolore possibile. Gli animali non sono giocattoli da buttare quando ci sono venuti a noia».

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