Sicurezza
A piedi per 800 chilometri, parte da solo a 19 anni da Castelfiorentino
Il suo obiettivo è percorrere il cammino di Santiago dalla Francia alla Spagna. «Quest’esperienza serve per farmi chiarezza. E dà una sensazione di libertà»
CASTELFIORENTINO. Diciannove anni, il diploma professionale appena raggiunto (indirizzo odontotecnico) e il sogno nel cassetto pronto a realizzarsi: arrivare a piedi a Santiago di Compostela. Ecco Leonardo Taddei, castellano, che domani (giovedì 10 luglio) partirà per uno dei più antichi pellegrinaggi della storia dell’umanità. Da Saint Jean Pied de Port, sui Pirenei francesi, a Santiago, che quasi si affaccia sull’Oceano Atlantico: 800 chilometri di strada da farsi in solitudine.
«Era tanto tempo che avevo in mente questo viaggio – spiega Leonardo – e finalmente ne ho la possibilità. Lo so che non è una vacanza convenzionale, ma mi è sempre piaciuta l’idea di viaggiare lentamente, per entrare in contatto con la realtà e le persone che si incontrano». L’idea di partire è nata da più persone: «Io e i miei cugini stavamo programmando le vacanze. Tra le tante idee, andare in Sicilia, fare l’Interrail, andare a Lourdes, è venuto fuori anche il Cammino, che mi ha subito trovato d’accordo. Per motivi personali, tuttavia, loro non potevano più venire; allora ho deciso di partire da solo». Il viaggio sarà molto lungo: «Devo percorrere circa 800 chilometri – precisa Leonardo – mi ci vorrà circa un mese se ne faccio 25 al giorno. Vorrei riuscire ad arrivare fino a Finisterre o a Muxia, che sono sull’Oceano, per prendere la conchiglia simbolo del pellegrinaggio».
Il Cammino verso Santiago è, insieme a quello per Roma e Gerusalemme, un pellegrinaggio che viene affrontato fin dal Medioevo. Tradizionalmente si parte da Saint Jean Pied de Port, o da Roncisvalle, in Francia, e si arriva a Santiago, alla tomba dell’apostolo Giacomo, attraversando in largo tutta la Spagna settentrionale. La maggior parte dei pellegrini sono cristiani, ma non tutti» «Io ho sempre frequentato, fin da piccolo, gli ambienti parrocchiali – afferma Leonardo – poi, nell’adolescenza me ne sono allontanato, non so bene nemmeno io per quale motivo. Mi piace pensare che questo viaggio mi serva per fare chiarezza dentro di me: parto con delle domande, vorrei trovare non solo delle risposte, ma anche nuovi stimoli. Bisogna essere pronti ad abbassare il proprio standard di vita, dormire con decine di persone, camminare nonostante il brutto tempo o la fatica. Ma questo può essere un modo per conoscere se stessi. A volte, staccare da tutto e fare un’esperienza totalmente nuova serve a capire cosa non andava in te».
Leonardo ha già preparato tutto il minimo indispensabile, da mettere in uno zaino. «Probabilmente non mi sono ancora davvero reso conto del fatto che parto – sottolinea ridendo – mi sembra ancora strano. Solo per arrivare al punto di partenza c’è tantissima strada da fare. Devo prendere il treno fino a Bergamo, poi l’aereo per Lourdes, dove mi fermerò una notte. Da lì, il giorno dopo, ancora con il treno raggiungerò Saint Jean Pied de Port». Da lì in poi, il cammino: «Mi sono allenato il più possibile, facendo molte passeggiate a piedi per le mie zone con le stesse scarpe che userò una volta là. Ma sono convinto che le difficoltà che ci saranno non si possono conoscere finché non ci si trovano davanti». Il pellegrinaggio ha delle tappe tradizionali, con punti di ristoro appositi: «Ci sono molti ostelli dove potersi fermare, a patto che ci sia posto – conferma il ragazzo – ma essendo da solo non ci dovrebbero essere problemi. Certe volte ho un po’ di paura, perché non conosco lo spagnolo e soprattutto perché qualsiasi cosa succeda, se mi faccio male, se mi ammalo, sarò da solo. Confido molto nell’aiuto delle persone che incontrerò lungo il mio cammino. Ma quando penso che sto per andare mi assale una sensazione di libertà fortissima, e tutto diventa leggero».
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